Visualizzazione post con etichetta ducati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ducati. Mostra tutti i post

lunedì 7 aprile 2014

Ieri se ne è andato un disegnatore di sogni

Ci ha lasciato un vero maestro: è stato l'inventore delle linee motociclistiche moderne. Il mondo de "mutor" piange la scomparsa di uno dei suoi geni più conclamati. Fondatore della Bimota assieme a Morri e creatore di gioielli assoluti quali la Ducati 916 le MV Agusta F4 e Brutale


 Addio al papà della Bimota, si è spento Massimo Tamburini
Dopo una lunga malattia, il grande progettista romagnolo è venuto a mancare nella notte tra venerdì e sabato. Insignito del Sigismondo d'Oro nel 2012, è stato il padre di alcune delle più belle moto del mondo come la Ducati 916 che ha vinto innumerevoli campionati di Superbike


Tamburini era un genio riconosciuto del motociclismo, a lui si devono alcune delle moto più memorabili, vere opere d’arte tra cui anche modelli, non a caso, esposti nei più prestigiosi musei come la MV Agusta F4, che i visitatori del Guggenheim di New York possono ammirare
Nato a Rimini nel 1943, Romagnolo DOC, massima espressione della passione "per e mutor", delle moto da corsa in particolare. La sua prima special fu una reinterpretazione di una MV Agusta 600 4 cilindri stradale. La moto fu rivista in tutto, tanto che alla fine ne uscì una replica della moto di Agostini. E andava pure forte, tanto che piacque ad appassionati e piloti, Questo suo primo progetto, ricevette consensi positivi dal pilota collaudatore della Mv Agusta Angelo Bergamonti e da tutti gli addetti ai lavori.
Le motivazioni che portarono Tamburini a cimentarsi nel settore motociclistico, furono paradossalmente legate ad un incidente occorsogli sul circuito di Misano che gli generò diverse fratture, mentre stava provando la sua nuova moto, una Honda CB 750 Four.
Correva l'anno 1973, in quel periodo Tamburini stava allestendo la nuova sede della Idrotermica Bimota sita in Via Covignano, quando ancora dolorante per le fratture alle costole, propose a Morri di aprire un piccolo centro di progettazione telai e parti speciali da destinare alle moto Giapponesi, che a suo dire avevano un gran motore, ma a livello telaistico c'erano notevoli margini di miglioramento, certo di poterne migliorare il comportamento dinamico.

Morri si rese disponibile in tal senso e nello stesso anno venne costituita la Bimota Meccanica trasformata successivamente in Bimota S.p.a. nel 1980.
Tamburini rimase azionista e Direttore Tecnico della Bimota sino al 1983, anno in cui decise di lasciare l'azienda per intraprendere nuove esperienze.  
La prima Bimota fu una special nata “ricondizionando” una Honda 750 Four dopo una caduta a Misano. Apprezzata dagli addetti ai lavori, questa moto fu la molla che diede il via alla fondazione della Bimota Meccanica e alla produzione di repliche di quella che ormai era da tutti conosciuta come HB1.
Quando ero ragazzino e vidi per la prima volta correre una Bimota, Giuseppe Elementi detto Kocis era il pilota, andai giù di giù di testa! Elementi ci metteva tanto del suo, ma la moto era fantastica!!
Il resto della storia della Bimota lo conoscete: Tamburini e Morri diedero vita ad una serie di moto eccezionali che impiegavano motori giapponesi incastonati in ciclistiche nella più pura filosofia corsaiola italiana, il tutto vestito con carenature tanto belle quanto aerodinamicamente funzionali.
Tamburini aveva una filosofia nel progettare le moto: “Quando (un componente) avrà raggiunto il massimo dell’efficacia e superato tutti i test previsti svolgendo le funzioni per le quali è stato pensato nella maniera più semplice, novantanove volte su cento sarà anche bello”. Non era un designer puro, diceva di essere stato costretto a farlo “perché non c’era nessuno a farlo quando iniziammo”. Ma è grazie a questa impostazione che le cue creature sono da tutti riconosciute come vere e proprie opere d’arte.
Nel 1985 Tamburini viene ingaggiato da Castiglioni ed entra a far parte del gruppo Cagiva, firmando moto come la  Freccia C9, Freccia C10, Freccia C12 e Mito. Nel frattempo il Gruppo Cagiva ha acquisito Ducati, e anche per il marchio bolognese Tamburini sforna un capolavoro dietro l’altro. La Paso, innanzitutto, poi il suo contributo è fondamentale per la nascita delle 851 e 888, ma soprattutto è la 916 a segnare una vetta che sembrava insuperabile (stile, efficacia prestazionale, risultati sportivi, innovazioni tecniche…). Invece sarebbe bastato aspettare.
Il rilancio del marchio MV Agusta da parte di Castiglioni diede la possibilità a Tamburini di regalarci la bellissima F4 e la sua sorella nuda, la Brutale.


Addio al papà della Bimota, si è spento Massimo TamburiniMassimo Tamburini ha sempre avuto una gran passione per le corse. Per cominciare, ecco le moto da corsa progettate e realizzate da lui: dalla Paton 500 del ’73, alle Bimota YB1 250 e 350, HD1 250, HD 350 e 500, fino alla Bimota SB1 500; qualcuno ricorderà la Morbidelli 250 per Giacomo Agostini, poi le YB2 e YB3 250 e 350, la Suzuki 500 GTA del team Gallina con lo sterzo indiretto e progressivo, infine la Cagiva 500 GP dell’89, quella di Mamola, per la sola parte stilistica. 
Per lui hanno corso Giuseppe Elementi (primo pilota Bimota), poi tra gli altri Cecotto, Villa, Matteoni, Paci, Eckerold, Ferrari, Lucchinelli, Uncini, Fogarty, Bayliss, Scassa.

Da me e da tutti gli appassionati de mutor un forte abbraccio e un semplice Ciao!


martedì 18 settembre 2012

200 Miglia di Imola Revival

Dal 21 al 23 settembre, all’ Autodromo Enzo e Dino Ferrari, la terza edizione della “200 Miglia di Imola Revival” per celebrare i 40 anni dalla storica vittoria di Paul Smart in sella alla Ducati 750

Il 21, 22 e 23 settembre 2012, la 200 Miglia di Imola Revival riporta all’Enzo e Dino Ferrari il fascino ed il blasone della MotoGP. Un feeling mai interrotto a livello emotivo quello tra il circuito imolese ed il motomondiale che ha fatto tappa fissa sulle rive del Santerno nel 1996 e per i successivi tre anni quando  competizione regina è stata la classe 500
La terza edizione della 200 Miglia di Imola Revival, la rievocazione della celebre gara degli anni 70, in programma all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola dal 21 al 23 settembre. Una gara che fa parte della storia del motociclismo, capace di evocare ricordi, duelli, coraggio e indimenticabili campioni
Una pietra miliare anche per la storia Ducati. Sono infatti passati esattamente 40 anni dalla vittoria di Paul Smart alla 200 Miglia di Imola del 1972 con la “750 Imola”. Una corsa stupenda, che vide il velocissimo pilota inglese affiancato sul podio da un’altra leggenda del mondo motociclistico, il grande Bruno Spaggiari che, sempre in sella ad una Ducati 750 Imola, fu autore della storica “doppietta” in quella indimenticabile gara. Fu proprio questa vittoria a segnare l’inizio della storia della Ducati nel mondo delle moto da corsa derivate dalla produzione di serie, ovviamente equipaggiate con motori bicilindrici. L’inizio di una lunga serie di successi che, ancora oggi, ripropongono il bicilindrico bolognese quale protagonista delle gare Superbike, permettendo a Ducati di conquistare, nell’ arco di 25 anni, ben 17 titoli mondiali costruttori, 14 titoli piloti (Fogarty, Bayliss, Polen, Roche, Checa, Hodgson, Toseland e Corser) ed un palmares di oltre trecento vittorie in tutti i circuiti del mondo.
Domenica 23 settembre p.v., nel corso della parata riservata alla categoria MotoGP, Loris Capirossi e Luca Cadalora saranno i protagonisti di uno dei momenti di maggiore emozione della manifestazione. Ducati Desmosedici per il tre volte iridato di Borgo Rivola e Yamaha M1 di Jorge Lorenzo per il blasonato centauro modenese. La Rossa di Borgo Panigale (stagione sportiva 2006/2007) arriverà direttamente dalla collezione privata del Sig. Giuseppe Sandroni di Tavullia, la M1 della casa dei tre diapason giungerà ad Imola grazie alla tradizionale collaborazione della Yamaha Italia.
Alla “ 200 Miglia di Imola Revival “ sarà presente al suo completo il Gruppo Sportivo Italiano “Laverda Corse". Esso rappresenta la tradizione e continuità della Moto Laverda degli anni 70 e 80 che con le sue moto è stata protagonista delle gare riservate alle moto di serie e di Endurance di quel fantastico e irrepetibile periodo storico per le due ruote di grossa cilindrata










giovedì 30 agosto 2012

Honda HRC lascia la MotoGP per la World SuperBike ?


Il Campione del Mondo Casey Stoner sta abbandonando e Ben Spies potrebbe seguirlo, entrambi lamentandosi che a loro non piace la direzione attuale della MotoGP.
Questo è male, ma molto peggio è il fatto che la HRC (Honda Racing Corporation) parla di ritirare la propria squadra ufficiale.

Peggio ancora , HRC fa' capire che potrebbe passare all'acerrimo rivale la World Superbike.
Questo è ciò che pubblica il sito motorsportmagazine.com, si era già sentito qualche brusio a riguardo, ma secondo il sito di lingua inglese che riporta una dichiarazione di Shuhei Nakamoto (vice presidente di HRC) che ha dichiarato:"Al momento Honda ha solo un team ufficiale in MotoGP, mentre abbiamo una 'team satellite' nel Mondiale Superbike", ha detto il vice-presidente HRC Shuhei Nakamoto a Brno. "Se saremo obbligati ad usare una centralina unica per tutti qui in MotoGP, gli interessi della Honda potrebbero spostarsi al Mondiale Superbike. Ciao Carmelo! [Nakamoto intende 'Ciao' come un 'addio', non 'Ciao' come un 'ciao'.] Dorna può prendere la decisione che più ritiene giusta, ma noi dobbiamo continuare ad investire nello sviluppo [elettronica]. 

Questo è molto importante per Honda."

Come bene si comprende, tutto verte sull'idea proposta da Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna Sports che vorrebbe raggiungere il doppio obiettivo di ‘tagliare i costi’ ed assicurare un futuro stabile al massimo campionato motociclistico del mondo e cioè: che la MotoGP adotterà la regola della “Moto Unica” per tutta la stagione, con una limitazione del regime massimo di rotazione da fissare tra i 14.500 e i 15.000 giri, un peso di 160 kg e l'utilizzo di una centralina unica per tutte le moto.

Sicuramente la dichiarazione del sig. Nakamoto è da interpretare più come un avvertimento che una vera e propria minaccia, ma c'è da tener conto che anche le altre case rimaste in MotoGP (leggi Ducati e Yamaha) hanno già ventilato l'idea di lasciare le corse dei prototipi per passare alle derivate di serie, per non menzionare chi l'ha già fatto (Suzuki e Kawasaki); quindi c'è da credere che alla fine un accordo verrà trovato tra la Dorna e MSMA (l’associazione dei costruttori) .....sperando che il compromesso non sia il solito pastrocchio!!!!!!


lunedì 14 maggio 2012

Arriva il World Ducati Week 2012


Motori a tutto gas per World Ducati Week 2012.
Il 2012 segna il traguardo della settima edizione del raduno mondiale Ducati in programma al Misano World Circuit dal 21 al 24 giugno. Le due ruote romagnole attendono l’evento, ricordando come hanno vissuto quei giorni dell’ultima edizione, quando il Misano World Circuit è stato il luogo di ritrovo per 60 mila ducatisti provenienti da tutte le parti del mondo.


L’edizione 2012 vedrà la partecipazione dei piloti del Team Ducati MotoGP Valentino Rossi e Nicky Hayden,i tecnici del Ducati Team MotoGP e il Team interno di sviluppo SBK, e non mancheranno all'appello tutte le squadre private impegnate nel campionato mondiale Superbike 2012, a partire dai Campioni del Mondo in carica, il Team Althea Racing, insieme al Team Liberty Effenbert Racing, il Team Pata Racing, e il Team Red Devils Roma tutti protagonisti del grande evento di sabato sera a Riccione ci sarà anche il pluricampione Troy Bayliss, che terrà la sua celebre Academy di guida in pista nell’ambito di una sessione speciale del Ducati Riding Experience che si terrà nella giornata di giovedì.
Il Misano World Circuit sarà il centro nevralgico delle iniziative diurne e sarà suddiviso in varie aree, ciascuna caratterizzata da un tema portante e da puro divertimento. Prima fra tutte la "Galaxy of Adrenalin", una delle zone più significative del WDW 2012 in virtù della presenza dei campioni dello sport.

Spettacolo nello spettacolo sarà offerto dalla gara unica del Ducati Desmo Challenge, una sfida internazionale prevista in un'unica manche, che permetterà ai piloti partecipanti al Challenge di confrontarsi, ovviamente in sella a una Ducati, davanti a un pubblico di ducatisti. Le categorie saranno due: "Open" e "848 Superstock", mente il programma sarà articolato su tre giorni: le prove libere previste il venerdì, sabato con le qualifiche e domenica con le gare. Come in superbike, per ognuna delle due classi ci sarà gara 1 e gara 2. 

Ci saranno poi l’“International Village “ (ritrovo per i Ducatisti provenienti da ogni parte del mondo che si ritroveranno a festeggiare la propria passione per i bicilindrici di Borgo Panigale secondo gusti e tradizioni dei propri paesi di provenienza), la “Discovery Galaxy” (dove oltre a poter incontrare anche chi ha fatto il giro del mondo con una Multistrada, verranno organizzati i tour in moto alla scoperta della riviera e dell’entroterra) e la “Bike Art Galaxy”, dedicata alla creatività e alla personalizzazione della propria moto.


Ma nel 40° anniversario della vittoria di Paul Smart alla 200 Miglia di Imola, non poteva certo mancare la “Heritage Galaxy”, dove il pilota inglese terrà a battesimo una mostra dedicata alle Ducati che hanno vinto in gara in tutti questi anni. A tutto questo si aggiungono il Ducati Vintage Contest e la possibilità di visitare il Museo e lo stabilimento Ducati a Borgo Panigale.
E poi una ridda di eventi notturni tra Cattolica e Riccione, per non perdersi nulla di quello che la riviera è in grado di offrire. 

giovedì 19 aprile 2012

Anniversario Ducati 200 Miglia di Imola 1972-2012

Domenica 22 aprile 2012 il campionato Superbike è al circuito di Assen per la terza prova del mondiale, e la Ducati festeggia un anniversario importante: il 23 aprile 1972 Paul Smart vinceva la storica 200 Miglia di Imola, dando il via a 40 anni di successi per le bicilindriche di Borgo Panigale



Il 2012, anno in cui Ducati ha iniziato ufficialmente la produzione della nuova e rivoluzionaria 1199 Panigale, vede la ricorrenza di una vittoria che ha letteralmente iniziato la storia della Ducati nel mondo delle moto a quattro tempi: la conquista della prima edizione della 200 Miglia di Imola del 1972 con una moto che ha iniziato la storia produttiva ed agonistica della Ducati : la 750 Imola con i due piloti Paul Smart e Bruno Spaggiari che riuscirono a tenere testa a quello che all’ epoca era considerato il più grande pilota di tutti i tempi, Giacomo Agostini e la sua MV Agusta, dopo una battaglia “ all’ arma bianca “ che vide Smart imporsi di misura sul veterano Spaggiari.

La 200 Miglia di Imola
Era la gara più importante in Italia, il grande evento di Checco Costa, padre del Dr. Costa, che aveva preteso la partecipazione di tutti i costruttori italiani, e di tutti i migliori piloti. Niente scuse, non erano ammesse defezioni.

Tutti i piloti e i team più famosi si presentarono all'appuntamento: Agostini con la sua MV Agusta campione del mondo, Villa su una fortissima Triumph, Jack Findlay su un'eccezionale Moto Guzzi, Saarinen con la sua Yamaha, Peter Williams e credo Croxford con le Nortons e il grande team Triumph con Pickford e Jefferies in sella. In più, c'erano le squadre Suzuki, Yamaha e Kawasaki.

La Ducati partecipò a quella gara in maniera quasi fortunosa,ritengo sia doveroso ricordare gli sforzi di Fabio Taglioni nel progettare ex novo una motocicletta da corsa sulla base di una moto stradale, la 750 GT, e di come in breve tempo la dirigenza Ducati decise di partecipare a questa gara.

Il successo della 200 Miglia può essere considerato il vero e proprio antesignano della moderna Superbike, tanto che possiamo affermare che il 1972, per Ducati, ha segnato l’inizio dell’era delle competizioni delle moto derivate dalla produzione di serie, ovviamente equipaggiate con motori bicilindrici. Da allora, infatti, numerose e leggendarie furono le vittore che il motore progettato da Taglioni conseguì, in diverse cilindrate e versioni. Dal successo ottenuto da Mike Hailwood al Tourist Trophy nel 1978 con la Ducati 900, alla sequenza di titoli vinti da Tony Rutter con la 600 TT2 Pantah tra il 1981 e il 1983, dai campionati vinti da Virginio Ferrari e Marco Lucchinelli con la 750 F1, fino al Battle of the Twins conquistato a Daytona nel 1986 sempre con la 750 F1, fino ad arrivare allo strapotere Ducati nel campionato Superbike dal 1988 ad oggi con le famiglie 851, 888, 916, 996, 998, 999, 1098 e 1198. Risultati incredibili che hanno permesso a Ducati di conquistare, nell’ arco di 25 anni, ben 17 titoli mondiali costruttori, 14 titoli piloti (Fogarty, Bayliss, Polen, Roche, Checa, Hodgson, Toseland e Corser) ed un personale palmares di oltre trecento vittorie in tutti i circuiti del mondo.

mercoledì 18 aprile 2012

Audi sale in sella alla Ducati

Ora è ufficiale: Audi sale in sella alla Ducati 


L'ufficializzazione è arrivata nel pomeriggio come previsto: la Ducati Motor Holding passa sotto il controllo di Audi AG ed è questa la terza "specialità" italiana acquistata dal Gruppo Volkswagen dopo la Lamborghini nel 1998 e la Italdesign nel 2011.

"Sono fiducioso che il Gruppo Audi permetterà a Ducati di proseguire i programmi di miglioramento del proprio posizionamento sui mercati di tutto il mondo". E' il commento dell'amministratore delegato della Ducati, Gabriele Del Torchio, all'annuncio della vendita di Investindustrial ad Audi dell'azienda di Borgo Panigale. "Quanto annunciato - ha detto Del Torchio - è la positiva conferma del rafforzamento di Ducati realizzato dal 2006 ad oggi sotto il controllo del Gruppo Investindustrial"

Audi ha comprato Ducati: Piesch realizza il sogno della rossa a due ruote.
Ferdinand Piesch, capo supremo del gruppo Volkswagen, aveva un nonno che ha inventato la Porsche e il Maggiolino, ma il suo sogno di ragazzo è sempre stato a due ruote. Una moto rossa, che fa un rumore unico al mondo grazie alla distribuzione desmodromica, un sistema che un gruppo di geni un po' pazzi, appena usciti dalla guerra, decisero di applicare alle moto facendo nascere a Borgo Panigale, quartiere operaio di Bologna, la leggenda della Ducati. Il giorno dopo il suo 75mo compleanno se l'é comprata: la Ducati è diventata proprietà dell'Audi. Il gruppo Volkswagen aggiunge così il dodicesimo gioiello alla sua corona, il dodicesimo marchio, il primo a due ruote, il secondo 'Made in Bologna', visto che Audi è proprietaria anche della Lamborghini, che da sempre fa base a Sant'Agata Bolognese.“
Dopo una lunga trattativa l'affare è andato in porto e c'è stato l'annuncio ufficiale. L'Audi ha acquistato da Investindustrial la Ducati. La cifra non è stata resa nota, ma alcune fonti stimano in 860 milioni di euro il costo dell'operazione. I tedeschi portano termine un colpo di enorme portata, soprattutto in termini di immagine. Il gruppo Volkswagen, infatti, ora aggiunge le due ruote a una sconfinata galassia che spazia dalle citycar, alle supercar fino ai camion. E quasi certamente per la gestione della Ducati i tedeschi replicheranno il «modello Lamborghini» la cui produzione non si è mossa da Sant'Agata. Con tecnici e ingegneri italiani nelle posizioni chiave e manager dalla Germania a sovrintendere.
Secondo le voci di corridoio, l'operazione è stata caldeggiata personalmente da Ferdinand Piech, che, coincidenza oppure no, è un grande appassionato di due ruote e giusto ieri ha compiuto 75 anni.
Il numero 1 di Wolfsburg già da anni pare che voglia aggiungere alla grande famiglia Volkswagen un costruttore di motociclette: sembrava che fosse sul punto di assumere il controllo totale di Suzuki, ma l'alleanza con i giapponesi si è interrotta improvvisamente qualche mese fa. 
Pare che Piech avesse sondato il terreno per la stessa Ducati nel 2006, ma l'approccio fu più timido di quello portò che Investindustrial a rilevarne la proprietà dagli americani del Texas Pacific Group. 
A Piech piaceva anche il marchio tedesco Horex, resuscitato nel 2010 (ma rimasto confinato al mercato di nicchia), ma non se ne fece nulla. Horex era defunta nel 1960 sotto la proprietà Daimler e proprio quello di Stoccarda era il gruppo automobilistico con il quale sembrava fosse più probabile che Ducati potesse legarsi in virtù di un accordo di cooperazione rimasto però confinato al marketing. Acquisendo Ducati Volkswagen ottiene due cose: si sbarazza dei concorrenti della Stella e si mette in concorrenza diretta con BMW, oggi imbattibile sul mercato motociclistico di fascia alta.

L'acquisizione e' soggetta all'approvazione da parte dell'Antitrust. Ducati, fondata nel 1926 con sede a Borgo Panigale (BO), e' leader nella progettazione e produzione di moto per uso stradale e vanta una ricca tradizione nel Campionato del Mondo MotoGP e Superbike (SBK). Nel 2011 Ducati ha venduto 42.200 moto, raggiungendo una quota di mercato globale dell'11% e ha registrato un fatturato pari a 480 milioni realizzando la piu' alta profittabilita' della sua storia. Dall'acquisizione da parte di Investindustrial, avvenuta nel 2006, Ducati ha realizzato un turnaround di grande successo che ha permesso all'azienda di diventare uno dei migliori e piu' redditizi marchi motociclistici del mondo.

In fondo nel dna di Audi le moto ci sono sempre state. Della famiglia Auto Union nel secolo scorso hanno già fatto parte DKW ed NSU, marchi che ebbero più fortuna con le due che con le quattro ruote. Delle loro vicende, gloriose eppure quasi del tutto dimenticate, rimangono il legame con la città Neckarsulm, città in cui nacque NSU e oggi sede di uno dei principali stabilimenti dei Quattro Anelli, e la sigla NSU che indica ancora il titolo Audi alla Borsa di Francoforte. Oltre mezzo secolo dopo tocca nuovamente a una Casa motociclistica imparentarsi con la Casa tedesca. 
Ma questa volta è italiana.



mercoledì 11 gennaio 2012

Valentino e la nuova Ducati.....2012....


  Valentino e la nuova Ducati...sembra l'inizio di una 
favola! se non fosse che il primo capitolo é già stato
scritto! e non é che si stato molto entusiasmante........  

La coppia formatasi lo scorso anno fra il pesarese e la Ducati non ha portato i risultati sperati, chiudendo sotto numerose critiche e cocenti delusioni, con il nove volte iridato sempre in difficoltà e protagonista di gare incolore e senza gloria, fuori dalle sue abitudini vincenti.
Un 2011 avviato con qualche speranza di miglioramenti e progredito con la Ducati schierata in griglia principalmente con l'obiettivo di sfruttare la gara come occasione per testare la moto, dando vita ad una situazione imbarazzante sia per la struttura sia per il pilota.

Il mezzo trionfante nel 2007, guidato da Casey Stoner, fu innalzato alla gloria, sminuendo le abilità messe in gioco dall'australiano, attualmente detentore del titolo iridato, con l'idea che la differenza principale nascesse dalla Desmosedici.
Errore fondamentale visto che il talento di Southport rimane l'unico realmente capace di vincere in sella ad una Ducati in MotoGP, mezzo altamente competitivo se guidato in una maniera precisa ed al limite, uno stile appropriato.
Valentino Rossi dichiara di voler iniziare il nuovo campionato con un altro spirito, con tanta voglia di concretizzare il grande lavoro che tutto il Team Ducati MotoGP sta svolgendo

E sulla voglia di vincere dei ducatisti, sofferenti per un intero 2011 di tribolazioni e cadute e con zero vittorie in bacheca nessuno nessuno ha dubbi...ma per essere competitivi non è sufficiente fare bene, ma è importante fare meglio degli altri e quando gli avversari si chiamano Honda e Yamaha...questo è estremamente difficile
Filippo Preziosi, team manager della Ducati corse MotoGP, intervistato durante il consueto ritrovo del Wroom di Madonna di Campiglio, è convinto che la nuova moto nel 2012 darà delle soddisfazioni a tifosi e squadra: “La nuova Ducati darà soddisfazioni”; ha detto sicuro. Secondo l’ingegnere perugino, padre della tecnologia Desmosedici, il nuovo progetto della Rossa porterà ad una maggiore flessibilità ed adattabilità: “La moto sarà più flessibile e in grado di soddisfare le ambizioni della squadra. La cosa più importante è che sarà più adattabile, in modo da garantire un maggior numero di modifiche al set up. Durante la scorsa stagione abbiamo fatto alcune modifiche che andavano al limite delle possibilità e questo non ci ha permesso di essere competitivi”.
Mentre Rossi, ieri chiedeva di tornare vincente e firmare l’ultimo contratto biennale con la Ducati, Preziosi General Manager dal Wrooom di Madonna di Campiglio, giunto alla sua ventunesima edizione, ha parlato della nuova Desmosedici GP12, moto con la quale Valentino e Nicky Hayden affronteranno il Motomondiale 2012. 


LA NUOVA DUCATI GP12 AVRÀ IL TELAIO PERIMETRALE IN ALLUMINIO ED UN FORCELLONE IN CARBONIO, MENTRE LA CARENA NASCONDERÀ UN MOTORE 1000 A QUATTRO CILINDRI

E' quanto ha affermato il papà della rossa, l'ingegner Filippo Preziosi. La moto che Valentino Rossi e Nicky Hayden porteranno al debutto nei test di Sepang a fine gennaio sarà una riporgettazione di quella testata da Rossi durante i test di novembre a Valencia
Esternamente sarà indistinguibile dall'antenata GPZero: "Sulla nuova moto le uniche componenti in comune con la precedente saranno l'avantreno e il gruppo ruota posteriore - ha affermato Preziosi -, mentre saranno differenti motore, telaio, serbatoio e forcellone". "Il novanta per cento delle parti sono nuove di zecca - ha aggiunto l'ingegnere -. Abbiamo cambiato in modo significativo la distribuzione del peso e le dimensioni della moto per avere più margine nelle regolazioni".
Con tutta propabilità il propulsore della Ducati GP12 non sarà più il classico V4 con bancate aperte di 90°. alcune indiscrezioni parlano di un V "stretto" a 75° (o forse anche meno). Questa soluzione è vagliata poichè permette di compattare il motore e posizionarlo meglio nel telaio a tutto vantaggio della distribuzione dei pesi. Soluzione, questa, sperimetata con successo in motogp da Honda e in Superbike da Aprilia (V4 65°)

Da parte mia ...un grosso "in bocca al lupo" e che sia una favola con un lieto fine per Valentino, la Ducati e tutti noi che aspettiamo un campione del mondo italiano su moto italiana!



domenica 27 febbraio 2011

Mentre Valentino girava a Sepang a Jerez il "Team Sviluppo" Ducati lavorava con Battaini

Mentre il Team Ducati era impegnato nel test ufficiali pre-stagione della MotoGP a Sepang con Valentino Rossi e Nicky Hayden, Filippo Preziosi e il team di sviluppo erano a Jerez de la Frontera in Spagna, con il pilota collaudatore ufficiale del team, Franco Battaini, in un sessione di test di tre giorni che si è conclusa venerdì 25

SBK Phillip Island La Ducati vince!!


La Ducati doveva ritirare il Team Ufficiale ed affidarsi ai Team privati per tornare a vincere!!!!

Carlos Checa, arrivato al parco chiuso in sella alla Ducati della Althea Racing dopo la seconda manche, non stava più nella pelle. Con un sorriso gigantesco ha salutato il suo team che gli ha consentito di fare la doppietta sul circuito australiano, vincendo anche Gara 2.
Ma andiamo per ordine facendo un poco di cronaca:
Carlos Checa, in sella alla Ducati del team Althea Racing ha vinto la prima manche del round 1 della Superbike, a Phillip Island. Lo spagnolo ha preso il comando al terzo giro e lo ha mantenuto per tutte le altre19 tornate fatte sul circuito australiano. Complice un avvio della gara in cui Max Biaggi, che ha concluso secondo in sella all’Aprilia RSV4 con più di quattro secondi di ritardo, è rimasto bloccato alle spalle di Eugene Laverty, perdendo molto tempo.
La rossa di Borgo Panigale, nella mani della scuderia Althea, questa volta ha resistito tirata al massimo fino alla fine e gli inconvenienti tecnici che si erano verificati nelle due gare del round di Salt Lake City del 2010, quest’anno non si sono verificati.
L’abilità di Checa si è vista anche nel mantenere un passo di gara irraggiungibile per tutti gli altri: 1’32 costante, senza dare segni di cedimento e senza avere problemi con le gomme, grazie anche ad una scelta di coperture azzeccata. Durante la mattina ha piovuto e la temperatura si era raffreddata, ma, poi, al momento della prima corsa classe SBK è scoppiato un gran caldo.

In Gara 2 Checa ha preso il comando in cinque giri dalla partenza e poi è volato via, vincendo con più di un secondo di vantaggio sull’inseguitore romano. Praticamente quella dello spagnolo è stata un’altra gara in solitario, fotocopia della prima manche. Biaggi è migliorato rispetto a Gara 1 e ha ridotto il suo distacco dalla Ducati a 1”188.

In conclusione, bravissimo Carlos Checa ed un grande merito al Team Althea che sin dalla scorsa stagione è sempre riuscito a fare meglio del Team Ufficiale Ducati.

domenica 26 dicembre 2010

Vittoriano Guareschi parla:«Così Vale ha cambiato la rossa»

Vittoriano Guareschi, team manager della Ducati, ha parlato con la Gazzetta dello Sport per aggiornare i tifosi della Rossa e di Valentino Rossi sui progressi fatti dalla nuova Desmosedici GP11.




Non è il momento di andare per il sottile. Vittoriano Guareschi mette via la giacca da manager per rimettere la tuta di pelle e fare di nuovo il collaudatore. La missione è dare a Valentino Rossi una Desmosedici più «umana», non la belva bizzosa che praticamente solo Casey Stoner era capace di portare al limite. Non è facile, perché Valentino è più raffinato, ma la rossa ha il suo «caratterino» e addolcirla è una bella sfida




Guareschi parla delle modifiche previste sulla rossa dopo il mezzo disastro dei test di fine campionato a Valencia, e dice: «Siamo andati nella direzione che Valentino ci ha indicato. I tempi non sono stati troppo incoraggianti, per così dire, ma dopo che abbiamo visto com' era combinata la sua spalla ci siamo rassicurati. La nostra moto va guidata di forza e lui a Valencia ne aveva poca». Sono state montate le moto per i test di inizio febbraio.


Vittoriano continua: «Filippo aveva delle idee e alcune sono state confermate da Valentino, ma per altre cose abbiamo provato a seguire delle strade "estreme" che ci hanno indicato lui e il suo gruppo. Non ci eravamo mai spinti verso certi assetti, ma forse funzionano».


Le prime sensazioni dei collaudatori, Vittoriano prosegue: «Perché insieme all' altro collaudatore Franco Battaini siamo andati a provare a Jerez per verificarli, ma il maltempo ha ridotto terribilmente il tempo utile. Io ho potuto provare queste nuove soluzioni soltanto nel pomeriggio dell' ultimo giorno, con la pista decisamente fredda. Però, come sensazione, mi sembra che possano funzionare. E, in ogni caso, sono andato forte anche se quest' anno ho girato solo 3 volte. Riproveremo tutto a fine gennaio».


Come sarà la GP11 per la Malesia: «Abbiamo un nuovo forcellone, che avevamo pensato prima di Valencia e, soprattutto abbiamo spostato il baricentro. Come? Non lo dico, altrimenti il capo mi uccide...». E il nuovo telaio, con rigidezze modificate? «Lo stiamo realizzando e speriamo di averlo pronto a Sepang per entrambi i piloti». Lo proverete prima a Jerez? «Non c' è il tempo. In Spagna andremo dal 17 gennaio, dopo la presentazione di Madonna di Campiglio, per verificare che le modifiche fatte finora funzionino davvero. Faremo un grosso sforzo: due tester, tre moto e due squadre di tecnici al completo. Perché vogliamo essere pronti in caso di maltempo a sfruttare ogni secondo». Com' è il trapianto della squadra di Jeremy Burgess? «Si sono ambientati bene, gli piace la nostra anima un po' artigianale, dopo tanti anni con i giapponesi. Jerry mi mette tranquillità. In genere c' è serenità: dobbiamo solo migliorare la nostra moto, non farla diventare una copia della Yamaha».



martedì 15 giugno 2010

WDW 2010 una marea di gente a Misano per festeggiare con la Ducati



Non mancava nessuno questo weekend, sul circuito di Misano Adriatico. Casey Stoner, Troy Bayliss, Nicky Hayden, Noriyuki Haga, Michel Fabrizio, Carlos Checa e Luca Scassa, uno più emozionato dell’altro per celebrare assieme ai ducatisti, le moto di Borgo Panigale: in 60 mila hanno raggiunto il World Circuit.

Una marea di appassionati, a partire dal sindaco di Misano Adriatico, Stefano Giannini, che ha saputo tenere in piedi lo show di apertura con passione e competenza insieme ai piloti rossi, e imbastendo un simpatico siparietto con Valerio Staffelli, anche lui appassionato motociclista.

In pista ho visto girare i piloti 1198 e D16 per la gioia degli appassionati, e una drag race davvero interessante che ha messo uno contro l’altro i piloti delle diverse categorie, in sella a delle Streetfighter. Poi autografi, spettacoli, beneficenza e un arrosto epico: circa quintali di salsiccia e 7000 piadine.

Ogni 3 anni Ducati chiama a raccolta tutti i suoi sostinitori, organizzando delle kermesse a dir poco uniche, e la risposta è via via più evidente. Ci si aspettavano circa 50.000 persone al Misano World Circuit, per l’occasione allestito interamente all’insegna della Ducati. Alla fine del WDW, si sono fatti i conti e le persone che hanno partecipato erano circa 60.000. Il piazzale gremito di moto, Ducati per lo più, ovviamente, ma con qualche eccezione qui e lì, giusto per sottolineare ancora di più lo spirito di fratellanza che volevano trasmettere quelli di Borgo Panigale, al di là della moto posseduta. Ci sono venuti da ogni dove: indubbiamente molti sono italiani e tra questi tantissimi romagnoli, ma ci sono anche targhe straniere, mai viste, in rappresentanza di tutti e 5 i continenti e di 28 nazioni (si sono visti ducatisti giungere dagli Stati Uniti, tutta l’Europa, Australia, Grecia, Russia, India, ma anche dal Brasile, dalla Cina, Malesia, o addirittura dal Gabon o dal Nepal).
Tantissimi appassionati vestiti di rosso gremivano il paddock, come neanche la MotoGP riesce a fare, ogni tanto uno strampalato individuo a fare colore nel colore, con l’altoparlante che dà informazioni e il programma dei tanti eventi sempre in tasca per non perdersene nessuno.

Senza dubbio uno dei momenti più entusiasmanti è quando vediamo le Streetfighter con i numeri dei grandi campioni Ducati: da Stoner ad Haga, Hayden, Fabrizio, Checa… c’erano tutti. Li vedi che si infilano il casco e danno vita ad un’insolita gara di accelerazione, dove devono tener giù la ruota della potente naked cercando di avere il miglior scatto; un duello all’ultimo fotogramma tra Haga ed Hayden, vinto per un soffio dal giapponese, che precedono di poco Bayliss e Stoner.
Esci per rinfrescarti la gola ed una signora con un gilet pieno di spilline della Ducati abbraccerebbe tutti raccontando che lei tiene per la Ducati da quando ancora costruiva radio e rasoi elettrici, praticamente; nel frattempo le persone si accalcano agli stand gastronomici e contribuiscono a fare segnare le cifre record di cibi consumati: 21.000 piadine, 8.600 litri di bibite, 50.000 litri d’acqua e 1.200 chilogrammi di salsicce.
Cifre esorbitanti, come quella dei chilometri percorsi per arrivare a Misano dai ducatisti di tutto il mondo: 38.000.000 di chilometri, 80 volte la distanza della Terra dalla Luna.

Gli stuntmen show, i dragster, il motocross freestyle, le Special Ducati che partecipano al concorso per decidere quale interpretazione sia la più bella, insomma, il tempo è poco e le cose da vedere tantissime. Intanto le band musicali si alternano sul palco e i piloti vengono braccati da folle adoranti di tifosi vestiti di rosso.

Tanti poi i partner di Ducati che hanno usato l’occasione per presentare i propri prodotti. Forse la più affascinante è stata la Mercedes SLK “naked” , ispirata dalla Monster. Bellissima anche la NCR MILLONA 16, piena di titanio e carbonio.
Inutile dire che ogni piccolo dettaglio curato da Ducati, abbia contribuito a creare una festa perfetta, dove l’amore per le moto, qualsiasi esse siano ha preso il posto alle rivalità di “casta”, ricetta vecchia e semplice che non sbaglia mai: un po’ di musica, cibo, bevande, tante belle moto e il divertimento è garantito… l’unico neo è che ora bisognerà aspettare altri 3 anni per replicare.

sabato 17 aprile 2010

Loris Capirossi 300 partenze

Capirex: 300 volte a tutto gas


Trecento Gran Premi in carriera. Si avete capito proprio bene: 300. Domenica scorsa, sul circuito di Losail per il Gp del Qatar, primo appuntamento del Motomondiale 2010, Loris Capirossi ha tagliato questo storico traguardo diventando anche il primo pilota in assoluto a riuscirci. Il pilota della Suzuki, fresco fresco di compleanno (lo scorso 4 aprile ha spento le 37 candeline) correrà la sua 21a stagione nel Campionato del Mondo, la 12a nella classe regina.

Veramente niente male per questo incredibile centauro romagnolo capace di abbinare un talento cristallino a un coraggio da leone. Loris, che in questa nuova avventura cercherà anche il podio numero 100 in carriera (per ora ci sono riusciti solamente altri sette piloti), si è detto piuttosto ottimista in vista della sfida targata 2010: “Dobbiamo continuare nella direzione in cui stiamo andando e migliorare con la moto, come abbiamo fatto negli ultimi test. So che c'è ancora molto da fare, ma siamo vicini e spero di lottare con i migliori tutto l'anno”. Sulla storica quota di 300 gare in carriera, invece, il numero 65 ha affermato di essere rimasto piuttosto sorpreso di essere riuscito a correre così tanto ma soprattutto a livelli così alti: "Il GP del Qatar sarà un altro traguardo nella mia carriera con 300 gare a referto. Non avrei mai pensato di arrivare così avanti, ma sono stato fortunato e ho sempre dato il 100% così da poter rimanere nell'élite di questo sport. Non ho mai pensato realmente a che gara stavo correndo, ma devo dire che questo è un numero davvero speciale e forse nessuno arriverà mai così lontano. Ad ogni modo la mia attitudine rimane la stessa che avevo nel 1990: a tutto gas e sempre all'attacco".

Splendido ammirare la grinta, la tenacia e la passione di questo fantastico pilota che ha scritto pagine importanti e indelebili di questo sport vincendo ben 3 titoli mondiali (due in 125cc nel 1990 - dove diventò il più giovane centauro di sempre a vincere un titolo iridato - e 1991, uno in 250cc nel 1998) al termine anche di gare epiche e al limite dell’impossibile come quella di Assen del 2000 quando chiuse al terzo posto con una mano fratturata prima di svenire stremato appena dopo la bandiera a scacchi. Inimitabile.

lunedì 12 aprile 2010

Motomondiale: in Qatar domina Rossi


In motogp la stagione mondiale inizia come era finita l’edizione scorsa. Con Valentino Rossi grande attore protagonista. Il campione del mondo non sbaglia nulla; il suo rivale storico, Casey Stoner sì. Il pilota Ducati, velocissimo fin dal via, si stende al sesto giro quando, in testa alla corsa, tenta l’allungo su Rossi. Evidentemente l’australiano, in sella ad una super Ducati, teme psicologicamente il fuoriclasse di Tavullia. Al secondo posto si piazza Jorge Lorenzo, compagno di team di Rossi. Probabile, come l’anno scorso, una lotta fratricida per il titolo. Podio completato da uno splendido Dovizioso che ha battuto in volata la Ducati di Hyden. Ottimo l’esordio del campione superbike Ben Spies, quinto con la Yamaha. Sorpresa in Moto due. E’ lo sconosciuto giapponese Shoya Tomizawa, classe 1990, a mettere tutti in fila. Alle sue spalle lo spagnolo Alex Debon e il francese Cluzel. Sfortunato, sfortunatissimo Alex De Angelis. Il sammarinese, autore di una grande partenza che gli assicura il secondo posto dietro lo spagnolo Elias, viene centrato dalla Suter del tedesco Bradl dopo poche curve. De Angelis sbanda nel tentativo di evitare il tamponamento col battistrada e viene colpito dal collega. Per quanto riguarda gli italiani, buon quinto posto per Roberto Rolfo davanti al riccionese Mattia Pasini. Le riminesi Bimota si sono piazzate in 17ma piazza con Wilairot e 29ma con lo spagnolo Martinez. Infine in 125 sono protagonisti gli spagnoli. Vince Terol con buon margine. Nella volata per gli altri due posti del podio prevale Vazquez sul Marquez. Il romagnolo Lorenzo Savadori si e’ ritirato al primo giro cosiì come il sarsinate Ravaioli.

domenica 21 marzo 2010

Al Misano World Circuit WORLD DUCATI WEEK, 10-13 GIUGNO 2010.

L’appuntamento più atteso per fan e motociclisti di ogni età e nazione è previsto dal 10 al 13 giugno 2010 al Misano World Circuit.



Il ritorno del pianeta Rosso


Dopo tre anni di attesa aprono finalmente le iscrizioni al World Ducati Week 2010, l'importante evento Ducati che tradizionalmente richiama da ogni parte del mondo motociclisti e fan di tutte le eta'. Questa edizione - si legge in una nota - avra' luogo dal 10 al 13 giugno presso il prestigioso Misano World Circuit, cornice perfetta per celebrare il mondo Ducati. Dopo il grande successo della scorsa edizione nel 2007 ''Party on the Red Planet'', Ducati presenta il sesto episodio della saga World Ducati Week, ''The Red Planet Returns''. L'avvenimento piu' importante della galassia motociclistica si avvicina velocemente, il popolo Ducatista sta gia' pregustando l'atmosfera spaziale dell'amatissimo raduno.

Come ogni anno, l’evento in questione consterà di piacevoli sorprese, show di vario genere, ma soprattutto di diversi happening relativi all’universo racing. Non mancheranno infatti expo di prodotti per bikers, così come non mancherà la tradizionale parata dei mezzi che hanno fatto la storia della casa di Borgo Panigale.

Una grande celebrazione dal colore infuocato, costellata di iniziative straordinarie e incontri eccezionali possibili solo al raduno. Perche' anche quest'anno sia festa grande, le coordinate del pianeta rosso si riconfermano di carattere: piloti ufficiali, spettacoli, prove in pista, stuntman, feste, musica, visite alla fabbrica e al Museo, divertimento per tutti ma soprattutto moto, magnifiche moto! I fan hanno dunque un nuovo pianeta rosso da desiderare e pregustare da qui a giugno.

Non importa sei hai una Ducati, un’altra moto o semplice entusiasmo: il pianeta rosso sta per tornare.

mercoledì 17 febbraio 2010

Imola:la 200 Miglia nel 2011




La conferenza stampa tenutasi ieri presso l'autodromo di Imola, è stata estremamente importante per capire "idee e sogni" di uno degli autodromi più belli ma anche bistrattati del panorama mondiale: pretese di messa in sicurezza della pista non sempre compatibili con il tracciato, strutture "da rivedere", abitanti della zona sembravano davvero essere riusciti a mettere i bastoni tra le ruote dell'Enzo e Dino Ferrari...che oggi, passo dopo passo, sta tornando all'antico splendore grazie all'impegno di Formula Imola spa, subentrata da qualche anno alla Sagis nella gestione dell'autodromo emiliano.

«SONO EMOZIONATO come quando mio padre mi portò qui per la prima volta, cinquant’anni fa. Oggi l’autodromo riparte, lo riporteremo al primato che merita». E’ la promessa del dottor Claudio Costa, presentato ieri in autodromo come nuovo coordinatore del servizio medico e responsabile sviluppo del circuito. Un ritorno a casa per il medico dei piloti, creatore della clinica mobile, figlio di quel Checco Costa che dell’autodromo fu uno degli ideatori alla fine degli anni ’40. Ha tante idee: «Dobbiamo riportare l’auto-motodromo, così mi piace chiamarlo, al livello dei piloti che ci corrono — dice —. Servono dei lavori e saranno fatti, perché ci sono la volontà e la passione. Tutti vogliono che Imola torni in alto».

LA VERITA’ è che l’obiettivo, nemmeno troppo segreto, del nuovo gestore Formula Imola, è riportare dopo la Superbike anche la MotoGp nel circuito. Ci vorrà qualche anno, ma l’ambizione è rappresentata dalla presenza stessa di Costa, uno che alla MotoGp ha legato gran parte del suo mito.
«La sua voce — dice il sindaco Daniele Manca —, parla di grandi eventi. Ma è anche una scelta di una persona imolese, una scelta di identità e di cultura».
Oltre al fratello Carlo (che torna speaker ufficiale), accanto a Costa c’è una parata di campioni delle due ruote di ieri e di oggi: Virginio Ferrari, Franco Uncini, Marco Lucchinelli, Pier Francesco Chili e Marco Simoncelli.
Un'opera di riqualificazione dell'impianto gigantesca, iniziata con il completo rifacimento dei box - anche se le terrazze sono ancora da completare - ed alcuni accorgimenti alla pista, che ha sostanzialmente mantenuto il suo tracciato originale.
Certo il Tamburello e la Villeneuve sono solo l'ombra di quelle curve da pelo che hanno contraddistinto il "cavalluccio marino" sino al 1994, ma curve come la Piratella, la discesa e la staccata che portano alla Rivazza o le Acque Minerali, rappresentano ancora oggi dei punti dove il pilota può dimostrare in tutto e per tutto il proprio valore...
Per ospitare la MotoGp in futuro però probabilmente non basteranno i lavori da cinque milioni di euro già in programma alle strutture di bordo pista, come la nuova avveniristica copertura con pannelli solari per l’area box, il rifacimento dell’ingresso, la realizzazione del museo dell’autodromo.
Servirà, probabilmente, qualche lavoro anche in pista. Punto cruciale, la nuova chicane realizzata per la Superbike: per la MotoGp la via di fuga forse dovrebbe essere allargata.
Il presidente di Formula Imola Uberto Selvatico Estense poi indica anche un settore nel quale Costa è un’autorità: «Dovremo rivedere anche le strutture mediche — spiega il numero uno di via Rosselli —, che sono un po’ datate. Seguiremo i consigli di Costa per renderle più razionali».
Una giornata piena di emozioni per il dottor Costa, che ha rievocato il lontano giorno del 22 aprile 1957, quando, proprio a Imola, scoprì la sua vocazione: «Ero un ragazzino — racconta commuovendosi — ed entrai di nascosto a bordo pista per vedere i miei eroi da vicino. A un certo punto Geoff Duke cadde a pochi passi da me. Io corsi in pista e lo trascinai sul prato prima che arrivassero le altre moto». La fotografia di quel ragazzino che portava in salvo il pilota finì sui giornali il giorno dopo: «Mio padre si arrabbiò perché avevo scavalcato il recinto. Ci rimasi male. Poi mi disse: ‘Ti sei meritato la sgridata, ma devi sapere che quello che hai fatto lo farai sempre’. Quindici anni dopo entrai in autodromo come medico. Forse — continua —, mio padre sapeva anche che un giorno l’autodromo avrebbe avuto bisogno del mio aiuto, ma non lo disse. Oggi però sono qui anche per lui».
Fra le idee di Costa c’è anche di aprire l’autodromo ai giovani, gratuitamente, per una forma di educazione alla guida: «I giovani — dice — devono trovare in pista il controllo delle loro emozioni». Quest’anno l’autodromo Enzo e Dino Ferrari (il cui calendario 2010 è in fase di ultimazione), ospiterà oltre alla Superbike (26 settembre), anche il campionato italiano velocità (19 settembre). La novità più importante è in calendario il 3 ottobre, quando si terrà una rievocazione storica della 200 miglia, creata proprio da Checco Costa. «Puntiamo a portare 200mila persone in autodromo — dice il direttore generale Walter Sciacca — ed è un obiettivo che siamo certi di poter conseguire».

Valori che i più grandi piloti auto e moto al mondo hanno sempre dimostrato, in particolar modo in eventi come i GP di F1 nel caso delle auto o i GP del Motomondiale o della WSBK: c'è una gara, però, che più di ogni altra ha segnato i destini di molti piloti e di molte aziende, tra cui - come ammesso dalla stessa interessata... - anche la Ducati.

Parliamo naturalmente della mitica 200 Miglia di Imola, corsa in cui i migliori piloti al Mondo si sono confrontati sin dal 1972, anno in cui Francesco Costa - il papà del mitico Dr.Costa, oggi rientrato nella struttura organizzativa dell'autodromo - diede vita alla celebre corsa motociclistica: l'idea di farla rinascere già dal 2011 c'è e l'interessamento da parte di alcune aziende logisticamente "vicine" all'autodromo sembra essere decisamente elevato. Rimarrebbe da capire con che moto correre, anche se la via più logica sarebbe quella di rifarsi alle già esistenti categorie SBK o STK1000, lasciando così spazio anche ai privati per correre.

Di certo l'interesse verso questa corsa è molto elevato: il 3 ottobre 2010, ne andrà in scena una eccezionale rievocazione: da non perdere. E per il futuro, chissà...

domenica 14 febbraio 2010

Tribune Ducati 2010

Si conferma l'appuntamento con la passione Ducati anche nel 2010, per tifare le "rosse" protagoniste nei mondiali MotoGP e Superbike




Nel panorama dei Campionati MotoGP e Superbike le Tribune Ducati sono ormai una certezza: su Internet, in tv e soprattutto dal vivo,
Nel 2010 il numero di appuntamenti con le Tribune più emozionanti del motociclismo cresce ancora di più, colorando di rosso quasi tutte le tappe dei campionati a cui partecipano i team Ducati.
Tutte le informazioni relative alle Tribune Ducati sono disponibili e continuamente aggiornate sul sito ufficiale Ducati.

Parlando di Superbike, a Portimao Haga e Fabrizio oltre al “privato” Byrne hanno fatto vedere buone cose. Dopo la prestazione della Desmosedici GP10, Hayden e Casey Stoner hanno raggiunto un buon risultato.
Valentino Rossi trovato a proprio agio sulla nuova Yamaha M1,è stato messo in difficoltà proprio dal “canguro” del motomondiale. Frattura alla mano destra per Jorge Lorenzo.
Il pilota del team Fiat Yamaha ha subito un intervento chirurgico dopo un incidente di cross giovedì scorso e di conseguenza non parteciperà al prossimo test di Sepang i prossimi 25/26 febbraio.


giovedì 4 febbraio 2010

Bimota HB4 stradale?


La presentazione della Bimota HB4 (foto in alto) che correrà nel campionato Moto2 ha fatto circolare nel mondo delle due ruote un bel po' di speculazioni sul futuro della casa riminese. Le vicissitudini di Bimota negli ultimi anni hanno fatto sì che l'atelier romagnolo limitasse la sua produzione a pochi modelli con motore Ducati non solo per motivi di vicinato ma principalmente per motivi economici; le voci di una possibile versione stradale della HB4 potrebbero rilanciare definitivamente la casa di Rimini.

Una special basata sul motore della Honda CBR600RR non solo offrirebbe notevoli prestazioni, considerando le qualità di guida delle ultime realizzazioni Bimota, ma potrebbe avere anche un prezzo d'acquisto relativamente accessibile per una special supersportiva anche per i "normali" motociclisti, e non solo per una ristrettissima elite dal portafogli ben gonfio.

In questo momento il modello più abbordabile della gamma Bimota è la DB6 Delirio, una bella naked offerta a poco meno di 20.000 Euro, dallo stile personale e dalla guidabilità eccellente ma limitata dai soli 95 CV offerti dal motore bicilindrico Ducati.

L'ultima realizzazione Bimota con motore Honda è stata la HB3 (foto in basso), 1100 del 1983, basata sul quattro cilindri in linea raffreddato ad aria con distribuzione bialbero a camme in testa e quattro valvole per cilindro della Honda CB 1100F, capace di 114 CV a 8.500 giri al minuto. Il telaio della Bimota HB3 era una doppia culla continua scomponibile in tubi d’acciaio tondi, ed il peso a secco di 208 kg, certamente non pochi ma non in grado di limitare le prestazioni e la maneggevolezza della moto.

La Bimota HB3 costava quasi 21 milioni delle vecchie lire, un'enormità per l'epoca.


domenica 10 gennaio 2010

Il nuovo Team tecnico della Ducati Superbike


Quella appena terminata è stata un'epoca davvero entusiasmante per il Team Ducati, che con Davide Tardozzi alla guida ha portato a casa numerosi successi ma soprattutto si è affermato come forse il team più professionale e meglio gestito del paddock del Mondiale Superbike.
Stessi colori, moto, piloti, ma una nuova composizione della squadra. Ducati Xerox ha annunciato oggi il nuovo “organigramma” per la stagione 2010 del World Superbike, con alcuni avvicendamenti già comunicati da tempo, altri comunicati solo in giornata.
Il Team Ducati Xerox cambia. A pochi giorni dai primi test dell’anno (previsti il 22 gennaio sul circuito portoghese di Portimao) la scuderia di Borgo Panigale ha annunciato una serie di novità all’interno della squadra che parteciperà al prossimo campionato mondiale Superbike.
L’organigramma è stato rimodellato intorno al nuovo team manager, Ernesto Marinelli, che ha sostituito Davide Tardozzi alla guida del progetto Ducati Superbike.
Confermati, invece, in sella alla Ducati 1198 i rider che hanno partecipato al WSBK 2009: Noriyuki Haga e Michel Fabrizio.Il team manager che guiderà la squadra in questa stagione è Ernesto Marinelli (nella foto con la cuffia al muretto dei box) , che ha svolto fino ad ora le funzioni di responsabile tecnico del team. Marinelli è un tecnico sopraffino ed una persona squisita, ma non sarà facile per lui rimpiazzare la figura di Tardozzi, soprattutto quest'anno in cui la rivalità fra Fabrizio ed Haga rischia di essere ancora più accentuata della stagione appena trascorsa.

Al posto di Marinelli come responsabile tecnico del Team ci sarà Marco Lozej, che ricoprirà anche il ruolo di ingegnere di pista di Michel Fabrizio. In Ducati dal 2000, l’ingegner Lozej ha occupato negli ultimi anni il ruolo di responsabile del team sviluppo MotoGP. Il nuovo ingegnere di pista di Haga sarà invece Luca Ferraccioli, in Ducati dal 2002 con una pausa di quattro anni durante i quali ha collaborato con la squadra britannica GSE Racing. Lavorando insieme a Ferraccioli, nel ruolo di ingegnere elettronico, sarà Marco Frigerio che, proseguendo il suo rapporto con Ducati, a partire dalla stagione 2010, si sposta dal team ufficiale MotoGP a quello SBK. Nuovo anche il gommista nel team di Haga, Massimo Meneghin.

lunedì 2 febbraio 2009

Superbike da record: 32 piloti e 7 case costruttrici
















Per la categoria si prospetta una stagione da primato, per numero di piloti iscritti e per case rappresentate. La stagione 2009 propone infatti 32 piloti a sventolare le bandiere di 10 paesi diversi e ben 7 case costruttrici (Aprilia, BMW, Ducati, Honda, Kawasaki, Suzuki e Yamaha), fatto unico nella storia del Campionato

Un 2009 da record per Superbike e Supersport
. È stato pubblicato il 15 gennaio 2008 dalla FIM (Federazione Motociclistica Internazionale) l’elenco degli iscritti permanenti ai prossimo Mondiali. Entrambi i campionati, organizzati da Infront Motor Sports, continuano nel loro trend di successo. In particolare la categoria Superbike ha raggiunto, a dispetto del difficile momento dell’economia a livello internazionale, il record per numero di piloti iscritti e case rappresentate. La stagione 2009 propone infatti 32 piloti a sventolare le bandiere di 10 paesi diversi e ben 7 case costruttrici (Aprilia, BMW, Ducati, Honda, Kawasaki, Suzuki e Yamaha), fatto unico nella storia del Campionato.

La palma di nazione più rappresentata spetta all’Italia con 8 piloti, mentre Gran Bretagna, Giappone e Spagna schierano 5 rappresentanti ciascuno. 4 sono gli australiani mentre un pilota a testa per Stati Uniti, Germania, Repubblica Ceca, Francia e Austria.

Tra i nuovi arrivi vanno segnalati il tre volte campione AMA Superbike, Ben Spies, tre dei primi quattro piloti classificati nel BSB 2008 (Byrne, Haslam e Sykes), il campione italiano SBK 2008 Luca Scassa, e il vincitore della Coppa del Mondo FIM Superstock 1000 2008, Brendan Roberts.

Per quanto riguarda le case, la Honda ha la più larga rappresentanza con otto CBR1000RR e sei team, seguita dalla Ducati con sette 1098R (quattro team), Kawasaki con sei ZX-10R (tre team), Suzuki con quattro GSX-R 1000 K9 (tre team), tre Yamaha YZF-R1 (due team), Aprilia con due RSV4 (un team) e BMW con due S1000RR (un team).

Paolo Flammini, amministratore delegato di Infront Motor Sports, ha dichiarato: "Sono veramente soddisfatto per il successo di iscritti del Campionato Superbike, che si presenta come il migliore di sempre". I numeri diffusi dalla FIM sono "una dimostrazione del successo di una formula che consente alle squadre di partecipare ad una serie di altissimo livello con costi relativamente contenuti, dando la possibilità anche ai team privati di ben figurare".

Secondo Flammini, "la validità e la stabilità del regolamento tecnico hanno poi favorito l’ingresso di due nuovi importanti costruttori, Aprilia e BMW, portando il numero della Case presenti ad un record storico per la Superbike". Anche la qualità dei piloti "sarà altissima, con l’arrivo tra l’altro dei campioni in carica dell’AMA e del BSB, oltre ad un nutrito numero di giovani promesse. In un momento economico difficile a livello mondiale la Superbike può dunque guardare al futuro con serenità ed ottimismo".