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lunedì 24 marzo 2014

Bimota correrà nella SBK 2014

ALSTARE E BIMOTA SIGLANO L’ACCORDO

Il prestigioso costruttore italiano di moto Bimota ed Alstare hanno annunciato di avere raggiunto un accordo di collaborazione a lungo termine per un periodo di 5 anni.


Appena il titolare di Alstare, Francis Batta, ha incontrato i nuovi proprietari della Bimota, Marco Chiancianesi e Daniele Longoni, all’ EICMA lo scorso novembre le cose hanno iniziato a muoversi.  Il trio ha subito ha subito ingranato e non c’è voluto molto tempo per preparare un piano d’azione. Il primo progetto non prevedeva le corse, ma la storia di Bimota e Alstare fatta di successi nel mondiale Superbike non poteva non portare alla nascita di una scuderia.

Bimota è da tempo rinomata per le sue moto belle e dal design ricercato. Sin dall’inizio Bimota ha progettato moto uniche, usando componenti fatti a mano nel proprio stabilimento, associandole a motori prodotti dai migliori costruttori. Dal primo giorno il loro obiettivo è stato la qualità senza badare ai costi e ciò vale ancora oggi. Sembra dunque coerente che abbiano scelto Alstare come partner - in quanto a suo modo Alstare si è sempre contraddistinta nel suo settore. Forse non hanno sempre avuto le migliori moto ma sono sempre stati uno dei team più professionali del paddock e sono protagonisti del Campionato Mondiale Superbike da più tempo di qualunque altro team. Questa nuova collaborazione unisce due grandi del motociclismo e per loro un futuro brillante si profila sia sulla pista che sulla strada.
La collaborazione prevede la creazione del nuovo Reparto Corse di Bimota presso gli stabilimenti di Alstare in Belgio, il quale fornirà supporto tecnico a tutti i team ufficiali Bimota a livello mondiale e preparerà i pezzi speciali da utilizzare sulle moto da corsa.
Alstare si occuperà di Ricerca e Sviluppo per la Bimota e lavorerà sul perfezionamento della Moto2 e della Bimota BB3. Il reparto Ricerca e Sviluppo si dedicherà anche dello sviluppo dei nuovi modelli sportivi e supersportivi di Bimota.
Bimota è un costruttore italiano di modelli di moto squisitamente disegnate e ricercate. Tutti i modelli impiegano motori prodotti da grandi case costruttrici insieme a componenti e materiali di alta qualità, molti dei quali sono prodotti direttamente da Bimota. L’azienda fu fondata nel 1973 a Rimini da Valerio Bianchi, Giuseppe Morri e Massimo Tamburini e l’anno scorso ha celebrato il suo quarantesimo anniversario.
Proprio l’anno scorso, nel mese di settembre, gli imprenditori Marco Chiancianesi e Daniele Longoni hanno acquistato la Bimota con l’intenzione di rilanciare questo celebre e prestigioso marchio. Grazie alla loro determinazione, impegno e passione – e con la collaborazione di Alstare – questo obiettivo comincia a realizzarsi.
Alstare è attiva nel mondo delle gare di moto dal 1982, quando ha cominciato a gestire la hospitality unit per la FMI (Federazione Moto Italiana) poi per Lucky Strike. Il titolare di Alstare, Francis Batta dopo una breve parentesi come Team Manager della scuderia Cagiva nel moto mondiale classe 500 è in seguito diventato il Direttore Generale del Campionato del Mondo Superbike nei primi anni novanta, per poi creare un propria scuderia nel 1996 con la quale ha vinto – negli anni successivi -  un titolo mondiale in Superbike,  tre  in Supersport e tre in Superstock con la Suzuki.

sabato 5 gennaio 2013

Hot Girls Calendario 2013

Come ogni anno siamo andati alla ricerca sul web del calendario più hot nel mondo dei motociclisti.
Ne abbiamo trovati due che ci sono molto piaciuti!!!
Il primo è di FastDates.com assieme a SBK dove troviamo moto da competizione montate da belle ragazze più o meno vestite.







mercoledì 21 novembre 2012

Valentino Rossi versus Max Biagi in memoria al Sic

“Sic Supermoto Day” 1 & 2 Dicembre 2012 

Il 1° e il 2° di Dicembre, avrà luogo il primo “Sic Supermoto Day”, manifestazione organizzata dall’Autodromo Sagittario di Latina in collaborazione con la Fondazione Marco Simoncelli di Paolo Simoncelli. L’evento, che ha puro scopo commemorativo in quanto devolverà l’intero incasso alla Fondazione, vede la partecipazione di numerosi Big del motociclismo internazionale, tra cui Max Biaggi e Valentino Rossi, ma anche personaggi dello spettacolo del Campionato Supermoto. L’occasione servirà per ricordare Marco Simoncelli, uno dei più grandi piloti italiani di MotoGP, a poco più di un anno dal terribile incidente di Sepang, in Malesia, che gli è costato la vita a soli 24 anni. Della Supermoto saranno presenti molti dei campioni del mondo e nazionali da Lazzarini, Beltrami e Ravaglia freschi iridati nel SMoN, a Gozzini, Verderosa, gli ex iridati Adrien Chareyre, Van Den Bosch, Chambon, così come Hermunen, Vermeulen e tutti i migliori italiani, ma anche gli stellari nomi delle altre specialità, con il fresco iridato della SBK Max Biaggi, Rossi, Dovizioso, Pasini, Fabrizio, Scassa, Polita, Gramigni, Baiocco, Russo, Savadori, Bartolini e tanti altri in lista. Ospiti a gogò non solo tra le fila dei piloti con Meda e DJ Ringo che hanno deciso di salire in sella, ma anche Sanchini, Di Pillo e Beltramo che affiancheranno la cabina speaker. Hanno dato la loro adesione anche alcuni protagonisti delle fiction e personaggi del mondo dello spettacolo e del cinema, che non vogliono perdersi questa bella manifestazione per il Sic.
L’appuntamento laziale sarà l’occasione di rivedere insieme i due grandi rivali del motociclismo italiano: Max Biaggi e Valentino Rossi incroceranno nuovamente gli slider tra i cordoli di una pista. Per entrambi, i 58 giri dell’anello del Sagittario per la gara di endurance con moto da Supermotard.Valentino Rossi parteciperà a questo evento per vincere, e siccome si correrà in coppie si è preso il compagno di squadra migliore che si potesse avere, ossia il francese Thierry Van Den Bosch, quattro volte iridato nella Supermoto.
Questo format deriva dal fatto che la gara sarà in formato endurance, composta da 58 giri. Le coppie saranno formate sempre da un campione di Supermoto e un campione di uno dei campionati internazionali o nazionali di pista, quali MotoGP, SBK, Moto2, Supersport, BSB e altri vari.

 IL PROGRAMMA DEI DUE GIORNI
 Il sabato sono previste prove libere e qualifiche dalle ore 12, mentre la domenica warm up e gare per i due gruppi: All Stars con i big del motociclismo e Super Riders con tutti gli altri. Durante i giorni di gara sarà presente il papà di Marco Simoncelli, Paolo, che consegnerà la targa alla coppia vincitrice di questa prima edizione del Sic Supermoto Day.

domenica 7 ottobre 2012

European Junior Cup 2013 in sella alla Honda


Honda ha annunciato che sarà lo sponsor  del European Junior Cup della prossima stagione, un campionato progettato per identificare e sviluppare giovani talenti del motociclismo di tutto il mondo.

Dalla prossima stagione, Honda sarà lo sponsor principale e partner tecnico del European Junior Cup, che prevede otto tappe europee in concomitanza  del FIM ENI World Superbike, condividendo il paddock con i migliori piloti Honda come Jonathan Rea e Leon Haslam. 

Giovani piloti dai 14 ai 19 anni provenienti da tutti i paesi dall'Europa all'Asia, così come dagli Stati Uniti e dall'Australia, gareggeranno su un'emozionante nuova moto Honda che dovrebbe essere presentata al prossimo Salone della moto EICMA a Milano (15-18 novembre), quando ulteriori dettagli del 2013 European Junior Cup saranno svelati.

Il premio per il vincitore del campionato sarà la possibilità di correre nella stagione successiva in una squadra Honda nel Campionato Europeo UEM Superstock 600, confermando la leadership della Honda nel coltivare giovani talenti delle corse motociclistiche per i futuri campioni del mondo.

I giovani piloti interessati a presentare domanda per la  European Junior Cup 2013 powered by Honda, sono invitati a visitare il sito hondaproracing.com per registrarsi.

Saranno contattati da Racedays Promotions al più presto quando ulteriori dettagli saranno disponibili ed il nuovo modello Honda verrà presentato a Milano.

domenica 23 settembre 2012

Honda annuncia grandi cambiamenti per il 2013

La Honda HRC ha annunciato i suoi piani per il Mondiale 2013 Superbike e Mondiale Supersport, che includono lo schieramento di quattro piloti, un programma completo di sviluppo tecnico e test ed un nuovo sponsor.


Nel Mondiale Superbike, l'attuale pilota Jonathan Rea ha firmato ancora una volta con il Ten Kate Racing  e farà coppia con il connazionale Leon Haslam sulla Honda CBR1000RR Fireblade. Nel campionato mondiale Supersport, l'italiano Lorenzo Zanetti correrà con la Honda CBR600RR al fianco di Michael van der Mark dai Paesi Bassi.
L'azienda italiana produttrice di snack Pata è il nuovo sponsor della rinvigorita squadra che sarà denominata "Pata Honda World Superbike Team" e "Pata Honda World Supersport Team". Entrambi i team saranno gestiti nella sede olandese di Ten Kate.
Per Jonathan Rea, il 2013 sarà il quinto anno con la Honda CBR1000RR Fireblade e la sua sesta stagione con Ten Kate. Il venticinquenne, ha vissuto un 2012 spettacolare ed intenso, unendo ottimi risultati nella Superbike - tra cui le vittorie ad Assen e a Donington Park -  il matrimonio e la vittoria alla 8 ore di Suzuka.
Più di recente, il nord irlandese Jonathan Rea ha sostituito l'infortunato Casey Stoner nel team Repsol Honda MotoGP, passando da una sella all'altra tra la MotoGP con le ultime tre gare del Mondiale Superbike.
Haslam, 29 anni, ritorna su una moto Honda CBR dopo tre anni di assenza per continuare il forte legame di famiglia con il produttore giapponese. Tutto è iniziato con suo padre, Ron, che ha vinto il mondiale di Formula 1 ed ha corso con la Honda 500cc GP.
Con l'esperienza maturata in 250cc e 500cc GP, il giovane Haslam, inglese di Derbyshire, ha corso nel Mondiale Superbike dal 2009 ed è stato secondo classificato nell'anno 2010. Ha accumulato un totale di 28 podi, tra cui tre vittorie ..
Lorenzo Zanetti pilota bresciano di Lumezzane è nel paddock del Mondiale Superbike da tre anni, ma ha iniziato la sua carriera con la Honda, vincendo il GP RS125 in Coppa Italia nel 2004. 
Il venticinquenne, è arrivato terzo nella Superstock 1000 nel 2011 e corre nella Superbike da inizio stagione 2012 con un ottavo posto come miglior risultato nell'ultima corsa sul circuito del Nurburgring in Germania.
Michael van der Mark attualmente in testa al 600 campionato europeo UEM Superstock 600 alla sua seconda stagione con il EAB Ten Kate Honda Junior team. Il diciannovenne da Gouda in Olanda ha iniziato la sua carriera in Olanda nella 125cc Junior Cup ed ha trascorso gli ultimi cinque anni su moto Honda.
Pata è un’azienda italiana specializzata nella produzione e nella commercializzazione di patatine fritte e snack salati.
Pata si è imposta negli anni come realtà d'eccellenza nel panorama delle aziende alimentari italiane; Pata è presente nel paddock del Mondiale Superbike da molti anni, ma mai prima d'ora aveva sponsorizzato un team ufficiale come questo. Certamente la partnership con Honda, che è la casa motociclistica più grande e famosa al mondo, è sicuramente un ottimo connubio ed è chiaro che entrambe le aziende condividono la passione per i motori e una dedizione alla qualità.
A seguito del completamento del Mondiale Superbike a Magny-Cours, in Francia il 7 ottobre, i team Pata Honda inizieranno un programma di test completo e di sviluppo in preparazione della stagione 2013, che dovrebbe iniziare a Phillip Island il prossimo febbraio.
In bocca al lupo e se son rose fioriranno.....

giovedì 30 agosto 2012

Honda HRC lascia la MotoGP per la World SuperBike ?


Il Campione del Mondo Casey Stoner sta abbandonando e Ben Spies potrebbe seguirlo, entrambi lamentandosi che a loro non piace la direzione attuale della MotoGP.
Questo è male, ma molto peggio è il fatto che la HRC (Honda Racing Corporation) parla di ritirare la propria squadra ufficiale.

Peggio ancora , HRC fa' capire che potrebbe passare all'acerrimo rivale la World Superbike.
Questo è ciò che pubblica il sito motorsportmagazine.com, si era già sentito qualche brusio a riguardo, ma secondo il sito di lingua inglese che riporta una dichiarazione di Shuhei Nakamoto (vice presidente di HRC) che ha dichiarato:"Al momento Honda ha solo un team ufficiale in MotoGP, mentre abbiamo una 'team satellite' nel Mondiale Superbike", ha detto il vice-presidente HRC Shuhei Nakamoto a Brno. "Se saremo obbligati ad usare una centralina unica per tutti qui in MotoGP, gli interessi della Honda potrebbero spostarsi al Mondiale Superbike. Ciao Carmelo! [Nakamoto intende 'Ciao' come un 'addio', non 'Ciao' come un 'ciao'.] Dorna può prendere la decisione che più ritiene giusta, ma noi dobbiamo continuare ad investire nello sviluppo [elettronica]. 

Questo è molto importante per Honda."

Come bene si comprende, tutto verte sull'idea proposta da Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna Sports che vorrebbe raggiungere il doppio obiettivo di ‘tagliare i costi’ ed assicurare un futuro stabile al massimo campionato motociclistico del mondo e cioè: che la MotoGP adotterà la regola della “Moto Unica” per tutta la stagione, con una limitazione del regime massimo di rotazione da fissare tra i 14.500 e i 15.000 giri, un peso di 160 kg e l'utilizzo di una centralina unica per tutte le moto.

Sicuramente la dichiarazione del sig. Nakamoto è da interpretare più come un avvertimento che una vera e propria minaccia, ma c'è da tener conto che anche le altre case rimaste in MotoGP (leggi Ducati e Yamaha) hanno già ventilato l'idea di lasciare le corse dei prototipi per passare alle derivate di serie, per non menzionare chi l'ha già fatto (Suzuki e Kawasaki); quindi c'è da credere che alla fine un accordo verrà trovato tra la Dorna e MSMA (l’associazione dei costruttori) .....sperando che il compromesso non sia il solito pastrocchio!!!!!!


domenica 27 febbraio 2011

SBK Phillip Island La Ducati vince!!


La Ducati doveva ritirare il Team Ufficiale ed affidarsi ai Team privati per tornare a vincere!!!!

Carlos Checa, arrivato al parco chiuso in sella alla Ducati della Althea Racing dopo la seconda manche, non stava più nella pelle. Con un sorriso gigantesco ha salutato il suo team che gli ha consentito di fare la doppietta sul circuito australiano, vincendo anche Gara 2.
Ma andiamo per ordine facendo un poco di cronaca:
Carlos Checa, in sella alla Ducati del team Althea Racing ha vinto la prima manche del round 1 della Superbike, a Phillip Island. Lo spagnolo ha preso il comando al terzo giro e lo ha mantenuto per tutte le altre19 tornate fatte sul circuito australiano. Complice un avvio della gara in cui Max Biaggi, che ha concluso secondo in sella all’Aprilia RSV4 con più di quattro secondi di ritardo, è rimasto bloccato alle spalle di Eugene Laverty, perdendo molto tempo.
La rossa di Borgo Panigale, nella mani della scuderia Althea, questa volta ha resistito tirata al massimo fino alla fine e gli inconvenienti tecnici che si erano verificati nelle due gare del round di Salt Lake City del 2010, quest’anno non si sono verificati.
L’abilità di Checa si è vista anche nel mantenere un passo di gara irraggiungibile per tutti gli altri: 1’32 costante, senza dare segni di cedimento e senza avere problemi con le gomme, grazie anche ad una scelta di coperture azzeccata. Durante la mattina ha piovuto e la temperatura si era raffreddata, ma, poi, al momento della prima corsa classe SBK è scoppiato un gran caldo.

In Gara 2 Checa ha preso il comando in cinque giri dalla partenza e poi è volato via, vincendo con più di un secondo di vantaggio sull’inseguitore romano. Praticamente quella dello spagnolo è stata un’altra gara in solitario, fotocopia della prima manche. Biaggi è migliorato rispetto a Gara 1 e ha ridotto il suo distacco dalla Ducati a 1”188.

In conclusione, bravissimo Carlos Checa ed un grande merito al Team Althea che sin dalla scorsa stagione è sempre riuscito a fare meglio del Team Ufficiale Ducati.

venerdì 17 dicembre 2010

Nasce la European Junior Cup


La Coppa Europea Junior è la nuova ed emozionante classe presente ad alcuni selezionati round del Campionato Mondiale di Superbike 2011. Riservata ai piloti dai 14 ai 17 anni provenienti da tutto il mondo, la Coppa Europea Junior si svolgerà in alcuni dei più famosi e leggendari circuiti europei.



La European Junior Cup è una nuova categoria che si correrà in occasione delle tappe della stagione 2011 del campionato mondiale Superbike, organizzato da Infront Motor Sports. Sarà aperta ai giovani dai 14 ai 17 anni provenienti da tutto il mondo, che si sfideranno su alcuni dei circuiti più famosi e prestigiosi del calendario.

Gli iscritti scenderanno in pista con delle identiche Kawasaki Ninja 250 R e avranno la possibilità di farsi notare da centinaia di migliaia di fans, dato che correranno la domenica pomeriggio prima della partenza della seconda manche della Superbike.

Il pacchetto includerà:
• Una Kawasaki Ninja 250 R pronto gara con relativa attrezzatura
• Il trasporto della moto su tutti I circuiti
• Le quote di iscrizione, gli pneumatici e il carburante
• L'abbigliamento tecnico da gara e quello per il team
• Ingresso nell'area hospitality Junior Cup presente nel paddock
• L'assistenza tecnica
• Il supporto di piloti famosi che faranno da tecnici "d'eccezione"
• Un training camp pre-stagionale in programma in Spagna

Per preparare al meglio la stagione e la loro carriera internazionale, sarà messo a disposizione un programma di "supporto" attivo per tutta la stagione che inizierà con un "camp" che si svolgerà a Guadix, in Spagna.











sabato 9 ottobre 2010

Una "Gran Bella Sborata" Aprilia RSV4 APRC SE




L'Aprilia svela la versione stradale della moto che ha conquistato in Sbk i titoli Piloti e Costruttori:"Aprilia RSV4 Factory APRC Special Edition"
.




A tenere a battesimo la nuova versione stradale della moto vincitrice del mondiale Superbike, oggi a Colonia, è stato il cinque volte campione del mondo Max Biaggi, insieme con Maurizio Roman, direttore generale sviluppo e strategie prodotto del Gruppo Piaggio, Stefano Sterpone, direttore commerciale del Gruppo, e Leo Mercanti responsabile sviluppo prodotto e racing.

Max Biaggi, primo italiano campione del mondo nella storia del WSBK ha svelato la nuova RSV4 APRC SE: "La moto che ho battezzato oggi è davvero figlia della RSV4 che ho portato alla vittoria ben 10 volte in questa fantastica stagione. Il travaso di tecnologia tra la pista e la strada è evidente in questi casi, soprattutto per quel che riguarda la parte elettronica. Ed è importante vedere come il lavoro che facciamo in circuito con tutto il team non porta non solo vittorie ma anche prodotti sempre più evoluti per gli appassionati".

"Grazie alle vittorie nel mondiale Superbike" afferma Leo Francesco Mercanti, ad di Aprilia Racing e responsabile sviluppo prodotto del Gruppo Piaggio, "Aprilia si conferma come una punta di eccellenza con pochi eguali al mondo. Siamo solo al secondo anno di gare di un progetto totalmente innovativo come Aprilia RSV4 ed è solo grazie alle straordinarie competenze che operano ogni giorno nel Gruppo Piaggio che abbiamo potuto raggiungere livelli di competitività e affidabilità così elevati da vincere il confronto con marchi blasonati, con anni di esperienza in questo difficilissimo campionato".
Nata con l’obiettivo di essere la migliore in pista e sulla strada, fin dal suo arrivo Aprilia RSV4 ha stupito il mondo per le linee, la tecnologia, le prestazioni. Un motore 4 cilindri V di 65° mai visto prima su una sportiva di serie, un telaio degno di una 250 GP, Ride By Wire, sistema multimappa di gestione del motore: tutti traguardi che Aprilia RSV4 ha già raggiunto, unendo a un’architettura e a caratteristiche tecniche uniche la straordinaria guidabilità tipica del marchio Aprilia, portata a livelli del tutto eccezionali.
Ma anche i traguardi più ambiziosi sono fatti per essere superati. Il lavoro incessante del reparto ricerca e sviluppo di Aprilia e il legame strettissimo tra il Reparto Corse e la produzione hanno fatto compiere ad Aprilia RSV4 un salto in avanti epocale.

Con RSV4 Factory APRC Special Edition Aprilia pone una pietra miliare nel mondo delle supersportive. Una moto che applica alla guida su strada tutta l’esperienza e le indicazioni raccolte nell’entusiasmante stagione 2010 del Campione del Mondo Max Biaggi, e che si può considerare il vero punto di partenza per le moto stradali del futuro.
Esclusivo controllo di trazione regolabile e in grado di autocalibrarsi in base al diverso tipo di pneumatici, controllo dell’impennata, asservimento alla partenza, cambio elettronico: sono i nuovi elementi della RSV4 Factory APRC SE, che alzano ulteriormente l’asticella delle performance in circuito.
L’enorme capacità tecnologica di Aprilia ha reso possibile la realizzazione “in casa” di tutta l’elettronica di gestione della RSV4 Factory SBK che con Max Biaggi ha dominato il Mondiale Superbike 2010. Grazie alle innovative conoscenze sviluppate con le competizioni e allo stretto legame tra il team, il Reparto Corse e la produzione, i travasi di know how sono pressoché immediati. Gli uomini Aprilia hanno così reso possibile la realizzazione della moto più veloce ed efficace in pista che ha come unico obiettivo il miglior tempo sul giro.

Tecnologia
Questa nuova tecnologia è racchiusa nel pacchetto APRC (Aprilia Performance Ride Control) in pratica lo stato dell’arte nei controlli dinamici performanti di una moto, un sistema coperto da più brevetti, e capace di mettere a disposizione del pilota come del semplice appassionato la tecnologia vincente in Superbike. Il tutto con una gestione assolutamente semplice e intuitiva.
Ma i miglioramenti di Aprilia RSV4 Factory APRC SE non si limitano alla gestione elettronica. Il V4 65° migliora la lubrificazione e riceve rapporti più ravvicinati che ottimizzano l’accelerazione. Il nuovo scarico più leggero e con un avanzato sistema di gestione della valvola parzializzatrice, in accordo con le mappature del Ride By Wire, migliora la respirazione e l’efficienza a tutti i regimi.
Inoltre Aprilia RSV4 Factory APRC SE è la prima supersportiva a poter vantare l’omologazione degli pneumatici bimescola extraperformanti di nuova generazione con sezione 200/55 sviluppati in collaborazione con Pirelli grazie all’esperienza maturata sui campi di gara del mondiale Superbike.

Tutte le novità della Factory Special Edition
In dettaglio le novità introdotte da Aprilia RSV4 Factory APRC SE:
APRC Aprilia Performance Ride Control, il pacchetto elettronico che comprende:
- ATC: Aprilia Traction Control,il controllo di trazione che si calibra autonomamente su diversi tipi di pneumatico e regolabile in corsa, senza chiudere il gas, su 8 livelli grazie ad un pratico joystick sul semimanubrio sinistro;
- AWC: Aprilia Wheelie Control,il sistema di controllo di impennata (wheelie) regolabile su tre livelli;
- ALC: Aprilia Launch Control, il sistema di asservimento alla partenza per esclusivo uso pista, regolabile su 3 livelli;
- AQS: Aprilia Quick Shift, ossia il cambio elettronico, per cambiate rapidissime senza chiudere il gas e senza usare la frizione.

Doppia modalità di visualizzazione per il display sul cruscotto: ROAD e RACE;
Nuovo scarico più leggero e performante; Rapporti cambio ottimizzati per la massima performance in pista; Motore ottimizzato nella lubrificazione; Nuovo esclusivo pneumatico posteriore bimescola da 200/55. APRC


APRILIA PERFORMANCE RIDE CONTROL
È la principale novità introdotta su Aprilia RSV4 Factory APRC SE, una piattaforma tecnologica che si pone un gradino sopra quanto sinora offerto sul mercato, e che persino alcune moto da competizione non possono vantare. Grazie al travaso di esperienze dalle corse alla produzione è stato possibile realizzare un’elettronica di gestione della moto estremamente sofisticata, rendendola al tempo stesso intuitiva e di facile utilizzo per chiunque.
Il pacchetto APRC può contare su una piattaforma inerziale automotive, con due girometri e due accelerometri,che permettono alla centralina di ricostruire le condizioni dinamiche della moto e intervenire di conseguenza sul controllo motore. Il pilota può regolare liberamente e indipendentemente ogni componente del sistema APRC.

ATC: il controllo di trazione del futuro
Uno dei fiori all’occhiello del sistema APRC è senza dubbio il controllo di trazione ATC- Aprilia Traction Control. Si tratta di un controllo di trazione del tutto innovativo, sviluppato su brevetto Aprilia, che ha come principale obiettivo aiutare il pilota a migliorare il proprio tempo sul giro. Grazie alla piattaforma inerziale e all’utilizzo del Ride By Wire – nel cui sviluppo Aprilia è stata pioniera – l’ATC non si limita a ridurre la coppia in caso di slittamento della ruota posteriore ma permette al pilota di controllare la “derapata” in uscita di curva,aumentando la sua sensibilità sul comando del gas, in funzione dell’angolo di inclinazione della moto.
Aprilia ATC si attiva rapidamente e semplicemente dal menu del cruscotto ed è regolabile su 8 livelli. Una volta attivato l’ATC il pilota può intervenire istantaneamente in qualsiasi momento della guida, tramite un joystick sul semimanubrio sinistro per adattare il livello di controllo di trazione alle condizioni della pista, dell’asfalto o dello pneumatico, proprio come accade sulle moto da gara professionali, il tutto senza chiudere il gas o staccare le mani dal manubrio. In questo modo il sistema ha la possibilità di adattarsi ad ogni singola curva di qualsiasi tracciato in base alle esigenze di tutti i piloti, anche i più smaliziati.
L’altro, incredibile, traguardo raggiunto della tecnologia Aprilia è nella “capacità di apprendimento” del sistema. I sistemi di controllo di trazione oggi esistenti sul mercato sono progettati e ottimizzati per una sola misura e per un tipo specifico di pneumatico. Un limite che di fatto vanificava spesso i benefici del controllo di trazione. Con Aprilia Traction Control (ATC) questo limite è superato: tramite una procedura attivabile dal pilota, il sistema apprende il raggio ruota della gomma e il rapporto finale montati sulla moto per garantire la massima precisione di intervento.

AWC: stabilità alle massime accelerazioni
Poter sfruttare il massimo potenziale motoristico delle moderne superbike senza perdere nemmeno un cavallo è un desiderio di molti piloti. Con il sistema AWC (Aprilia Wheelie Control) Aprilia è riuscita ad ottenere un risultato straordinario. Grazie al brevetto esclusivo Aprilia sul sistema Wheelie Detection l’AWC è in grado di “capire” quando inizia e finisce un’impennata e agisce di conseguenza per accostare dolcemente la ruota anteriore a terra. La gestione dell’impennata è continua e “soffice”, non ci sono tagli bruschi o riprese di potenza violente, ma solo una perfetta gestione dell’accelerazione. Anche il sistema AWC si attiva dal cruscotto ed è regolabile in modo indipendente dagli altri controlli su tre livelli d’intervento, assecondando così al meglio le esigenze del pilota.

ALC: primi nell’“Holeshot”
La partenza perfetta è un altro dei sogni di tutti i piloti, perché fare una buona partenza significa spesso aver già fatto metà del “lavoro” durante una gara. Ma, allo spegnersi del semaforo, gestire potenze come quelle delle moderne superbike non è affatto semplice. A meno che non ci pensi la moto stessa a partire al meglio delle proprie possibilità. Il sistema ALC (Aprilia Launch Control) consente di partire istantaneamente allo spegnersi del semaforo scaricando a terra il maggior numero di cavalli possibile aiutando il pilota in questa fase critica di gara. Il sistema ALC lascia al pilota solo l’incombenza di aprire al massimo il gas, rilasciare la frizione come farebbe normalmente e cambiare le marce. Il sistema ALC si regola su tre livelli tramite il menu sul cruscotto e poi si “arma” a moto ferma, schiacciando assieme i due pulsanti del joystick sul semimanubrio sinistro che consentono al pilota di gestire il controllo di trazione.

AQS: Cambiate da record
Chi cerca le massime performance sul giro non può permettersi il lusso di perdere nemmeno un millesimo di secondo anche in un’operazione apparentemente semplice come il cambio marcia. RSV4 Factory APRC SE è la prima Aprilia a poter vantare di serie un sistema di cambio elettronico (Aprilia Quick Shift) che in prima istanza riduce per un tempo infinitesimale l’anticipo di accensione e poi progressivamente lo ripristina, consentendo cambiate rapidissime senza chiudere il gas e senza usare la frizione. Il sistema lavora in sintonia con il nuovo cambio ravvicinato e, limitando il calo di giri durante il cambio marcia, consente un miglioramento del tempo sul giro. Per ottimizzare le prestazioni del sistema AQS, gli ingegneri Aprilia hanno ottimizzato il tempo di “taglio” a seconda del regime a cui avviene la cambiata.

LA MOTO
Quando l’eccellenza meccanica si unisce all’eccellenza elettronica il risultato non può che essere l’eccellenza della guida. Factory, parola magica che riporta immediatamente la mondo delle competizioni, delle moto speciali, per piloti speciali che esigono il massimo dalla guida sportiva. Materiali pregiati, sospensioni ultra sofisticate, sistema APRC, livrea dedicata rendono la RSV4 Factory APRC Special Edition semplicemente la sportiva più avanzata e performante in pista.
La RSV4 Factory APRC Special Edition vuole essere lo strumento perfetto per i piloti che alla loro moto chiedono il meglio delle prestazioni in pista. Evoluta, preziosa, raffinata è attualmente il meglio di quanto riesce ad offrire la tecnologia motociclistica mondiale. Alla raffinatezza strutturale e meccanica della RSV4 Factory si aggiungono – in questa Special Edition che nasce al termine della stagione dello straordinario dominio Aprilia nel WSBK – materiali pregiati, accorgimenti per alleggerirne il peso e il pacchetto APRC di serie che consente una gestione dinamica della moto a livello professionale con una interfaccia facile e intuitiva.

Un progetto destinato a tutti quelli che esigono il massimo delle performance nella guida in pista con un rapporto prezzo/equipaggiamento senza paragoni nella categoria.
RSV4 Factory APRC SE è una RSV4 all’ennesima potenza, diretta discendente della moto che ha vinto nel mondiale Superbike.

In dettaglio gli elementi di spicco che caratterizzano la RSV4 Factory APRC Special Edition:
· APRC di serie
· Alimentazione con cornetti ad altezza variabile
· Gestione avanzata della valvola allo scarico
· Telaio regolabile in tre punti
· Forcella Öhlins pluriregolabile
· Ammortizzatore Öhlins pluriregolabile
· Ammortizzatore di sterzo Öhlins regolabile
· Cerchi in alluminio forgiato
· Particolari in carbonio
· Livrea speciale con Tricolore

IL MOTORE
L’incredibile sistema APRC è senza dubbio la novità più importante introdotta su questa nuova versione di RSV4. Tuttavia il motore della RSV4 Factory APRC SE vanta una corposa serie di aggiornamenti finalizzati a migliorare le sue già proverbiali caratteristiche tecniche e meccaniche.
Aprilia RSV4, unica supersportiva di serie al mondo, utilizza un motore quattro cilindri a V stretta di 65° dalle caratteristiche uniche. Un riferimento tecnologico per i progettisti, compattissimo, stretto come un bicilindrico capace di inserirsi in una ciclistica ultracompatta, il V4 65° era e resta un esercizio ingegneristico degno del genio italiano.

Le caratteristiche del motore Aprilia V4 65° in breve:
Cilindrata: 999.6 cc
Architettura: V4 di 65°
Carter: monoblocco in alluminio con canne integrate nel basamento
Distribuzione: 4 valvole per cilindro (Titanio e Nymonic) comandate direttamente da albero a camme azionato da un sistema misto catena/ingranaggi, catena laterale ingranaggi centrali
Alimentazione: iniezione elettronica con doppio iniettore e sistema Ride by Wire integrale indipendente per ogni bancata. Tre mappature selezionabili dal manubrio
Contralbero antivibrazioni
Rapporto di compressione: 13:1
Cambio: a sei marce estraibile con comando diretto
Frizione: multidisco in bagno d’olio con sistema antisaltellamento meccanico
Gestione elettronica: Centralina Magneti Marelli per gestione accensione, iniezione e Ride by Wire, e condotti ad altezza variabile
Sistema APRC per la gestione dinamica della moto

L’architettura a V stretto ha permesso la realizzazione di un motore con ingombro longitudinale incredibilmente ridotto favorendo la centralizzazione delle masse e la realizzazione di una ciclistica estremamente performante (interasse compatto, forcellone lungo).
La distribuzione adotta una cinematica innovativa (la catena muove solo l’albero a camme di aspirazione che rimanda il moto a quello di scarico tramite un ingranaggio) che consente di avere teste estremamente compatte (solo 250 mm nella zona posteriore) soprattutto nella zona di passaggio delle travi del telaio che così sono più rastremate che mai.
Un contralbero provvede a smorzare le vibrazioni di primo e secondo grado portandole addirittura a un livello inferiore a quelle un V90.

Il basamento è monoblocco in alluminio con canne cilindro integrali, per offrire il massimo della rigidezza e della costanza di rendimento.
La gestione elettronica è l’altro fiore all’occhiello del motore V4 65°. La tecnologia Full Ride by Wire elimina ogni tipo di collegamento diretto tra l’acceleratore e le farfalle gestite integralmente da una centralina Marelli di ultima generazione che comanda anche l’accensione e gli 8 iniettori (i 4 secondari “a doccia” entrano in funzione ai carichi elevati).

Ogni bancata ha, quindi, un servomotore dedicato che opera esclusivamente sui due corpi farfallati di quella bancata. In questo modo l’apertura delle farfalle, e conseguentemente la quantità di carburante iniettato, può essere gestita in modo indipendente. Una soluzione mai utilizzata sulle moto di serie, che offre possibilità pressoché infinite nella gestione l’erogazione del motore ed è perfetta per integrarsi con il sistema APRC.

Anche la trasmissione è stata studiata secondo i criteri più avanzati per offrire le migliori prestazioni possibili. A sottolineare l’indole racing del V4 65° troviamo il cambio estraibile e la lubrificazione a carter umido con olio nel basamento. La frizione lavora in bagno d’olio ed è dotata di sistema antisaltellamento meccanico per un controllo ottimale del freno motore e della stabilità in staccata della moto.

Già al momento del suo debutto il V4 65° era uno dei motori più avanzati al mondo. La nuova RSV4 Factory APRC SE riceve numerosi affinamenti figli delle esperienze fatte con la moto ufficiale nel mondiale superbike che lo perfezionano ulteriormente. Il nuovo scarico e le nuove mappature ne ottimizzano l’erogazione. Migliora la lubrificazione nei punti critici, il contralbero ora ruota su cuscinetti a sfera anziché su bronzine ed è stato rivisto il circuito di raffreddamento delle teste, ottimizzando le temperature di esercizio e l’affidabilità nel lungo termine.
Per ottimizzare il rendimento del motore sono inoltre state rilavorate le camere di combustione e migliorati gli accoppiamenti cilindro-pistone. Il cambio, nelle prime tre marce, ha una rapportatura più ravvicinata per migliorare l’accelerazione fuori delle curve. E’ stato inoltre studiato un evoluto sistema di gestione della valvola allo scarico che, oltre a perfezionare l’erogazione del motore ai bassi regimi, consente una riduzione delle emissioni inquinanti, mantenendo un sound di scarico da brivido.

LA CICLISTICA
Non cambiano telaio e forcellone che adottano soluzioni uniche per offrire agli appassionati la prima superbike quattro cilindri “pronto gara” del mondo. Per ottimizzare le prestazioni ciclistiche e adeguarle al gusto del pilota o alle caratteristiche del tracciato infatti, Aprilia RSV4 Factory APRC Special Edition consente una combinazione di regolazioni pressoché infinita. Alle sospensioni pluriregolabili, scontate per una moto di questo tipo, si affiancano tre possibili interventi sul telaio: regolazione dell'inclinazione del cannotto di sterzo (tramite boccole intercambiabili), regolazione dell’altezza del retrotreno, del pivot del forcellone e, novità assoluta, regolazione della posizione del motore nel telaio.

Sospensioni
La forcella upside down Öhlins Racing, ha steli da 43 mm di diametro e trattamento al nitruro di titanio per ottimizzarne la scorrevolezza. L’escursione della ruota è di 120 mm. Come le unità da competizione, la forcella consente le regolazioni micrometriche per idraulica in estensione, in compressione e precarico molla.
L’ammortizzatore posteriore Öhlins Racing nasce dall’esperienza diretta delle competizioni. È equipaggiato con serbatoio di azoto “Piggy Back”, (separata e integrata nel corpo), ed è regolabile nel precarico molla, in compressione, estensione e lunghezza, consentendo così di variare l’altezza del posteriore della moto per adattare l’assetto ai differenti stili di guida e ai differenti circuiti. L’escursione della ruota è di 130 mm.

Cerchi e pneumatici
La ricerca della maggior leggerezza possibile, e ancora, del miglior feeling di guida ha portato alla realizzazione di cerchi ultraleggeri in alluminio forgiato. L’attenzione maniacale alla miglior performance ha invece portato allo sviluppo congiunto tra Reparto Corse, ricerca e sviluppo e Pirelli di un esclusivo ed innovativo pneumatico bimescola dalle dimensioni da vera moto da corsa 200/55 ZR17 che migliorando l’appoggio della moto in piega permette di limare decimi preziosi nel tempo su giro, nessun’altra moto sul mercato può vantare la stessa tecnologia.

Componentistica
Una vera Superbike è tale non solo per le prestazioni che è in grado di fornire ma anche per la cura con cui viene realizzata. Per RSV4 Factory APRC Special Edition i dettagli parlano da soli, mai una moto pronto-gara è stata costruita con così tanta cura e attenzione. La cura costruttiva non nasce solo per appagare l’occhio, una moto realizzata come la RSV4 Factory APRC Special Edition è bellissima ma anche e soprattutto funzionale all’obbiettivo di vincere. Per questo ogni dettaglio è stato costruito per aumentare prestazioni e funzionalità, riducendo il peso e aumentando considerevolmente qualità e finiture del prodotto.
Una livrea dal carattere particolarmente “racing” rende la RSV4 Factory APRC SE ancora più esclusiva rievocando i trionfi di Aprilia nel Mondiale SBK.



APRILIA RSV4 FACTORY APRC SE: Scheda Tecnica



Tipo motore Aprilia4 cilindri a V longitudinale di 65°, 4 tempi, raffreddamento a liquido, distribuzione bialbero a camme (DOHC), quattro valvole per cilindro
Carburante Benzina Senza Piombo
Alesaggio e corsa 78 x 52.3 mm
Cilindrata totale 999.6 cc
Rapp. di compressione 13:1
Potenza max all'albero 180 CV (132,4 kW) a 12.250 rpm
Coppia max all'albero 115 Nm a 10.000 rpm
Alimentazione Airbox con prese d’aria dinamiche frontali. Cornetti di aspirazione ad altezza variabile controllati da centralina controllo motore.
4 corpi farfallati Weber-Marelli da 48 mm con 8 iniettori e gestione Ride-by-Wire di ultima generazione.
Multimappa selezionabile dal pilota in marcia: T (Track), S (Sport), R (Road)
Accensione Elettronica digitale Magneti Marelli integrata nel sistema di gestione motore, con una candela per cilindro, bobine tipo “stick-coil”
Avviamento Elettrico
Scarico Schema 4 in 2 in 1, una sonda lambda, mono silenziatore laterale con valvola parzializzatrice comandata dalla centralina gestione motore e catalizzatore trivalente integrato (Euro 3)
Generatore Volano con magneti alle terre rare da 420 W
Lubrificazione A carter umido con radiatore olio/aria, doppia pompa olio (lubrificazione e raffreddamento)
Cambio Estraibile a 6 rapporti
1°: 38/16 (2.375)
2°: 35/18 (1,944)
3°: 28/17 (1.647)
4°: 32/22 (1.455)
5°: 34/26 (1.308)
6°: 33/27 (1.222)
Comando cambio con sistema elettronico Aprilia Quick Shift (AQS)
Frizione Multidisco in bagno d’olio con sistema antisaltellamento meccanico
Trasmissione primaria A ingranaggi a denti dritti e parastrappi integrato, rapporto di trasmissione: 73/44 (1.659)
Trasmissione secondaria A catena: Rapporto di trasmissione: 42/16 (2.625)
Gestione della trazione Sistema APRC (Aprilia Performance Ride Control) che comprende controllo di trazione (ATC), controllo di impennata (AWC), controllo di partenza (ALC) tutti settabili e disinseribili indipendentemente
Telaio Telaio regolabile in alluminio a doppia trave con elementi fusi e stampati in lamiera.
Regolazioni previste:
· posizione e angolo cannotto di sterzo
· altezza motore
· altezza perno forcellone
Ammortizzatore di sterzo Öhlins regolabile
Sospensione anteriore Forcella Öhlins Racing upside-down, steli Æ 43 mm (con trattamento superficiale Tin). Piedini forgiati in alluminio ribassati per fissaggio pinze radiali. Completamente regolabile in precarico molle, estensione e compressione idraulica. Escursione ruota 120 mm
Sospensione posteriore Forcellone a doppia capriata in alluminio; tecnologia mista di fusione a basso spessore e lamiera.
Mono-ammortizzatore Öhlins Racing con piggy-back completamente regolabile in: precarico molla, lunghezza interasse, idraulica in compressione ed estensione. Biellismo progressivo APS. Escursione ruota 130 mm
Freni Ant: Doppio disco diametro 320 mm flottante con pista frenante in acciaio inox alleggerito e flangia in alluminio con 6 nottolini. Pinze Brembo monoblocco a fissaggio radiale a 4 pistoncini Æ 34 mm contrapposti. Pastiglie sinterizzate. Pompa radiale e tubo freno in treccia metallica
Post: Disco diametro 220mm; pinza Brembo flottante a 2 pistoncini isolati Æ 32 mm. Pastiglie sinterizzate. Pompa con serbatoio integrato e tubo in treccia metallica
Cerchi Aprilia forgiati in lega d’alluminio, completamente lavorati, a 5 razze sdoppiate.
Ant.:3.5”X17”
Post: 6”X17”
Pneumatici Radiali tubeless.
ant: 120/70 ZR 17
post: 200/55 ZR 17 (in alternativa 190/50 ZR 17; 190/55 ZR 17)
Dimensioni
(regolazioni di base) Lunghezza max: 2040 mm
Larghezza max: 735 mm (al manubrio)
Altezza max: 1120 mm
Altezza min da terra: 130 mm
Altezza sella: 845 mm
Interasse: 1420 mm
Avancorsa: 105 mm
Angolo di sterzo:24.5°
Peso a secco 179 kg *
Serbatoio 17 litri (4 di riserva)


*Peso dichiarato a secco, senza batteria e senza liquidi.

giovedì 4 marzo 2010

Svelata la potenza dei motori Moto2



L’articolo riportato direttamente da motogp.com è un chiaro esempio di articolo di “regime”. La realtà viene stravolta per difendere la categoria che per ora lascia tutti un po’ freddini.
Il direttore tecnico del campionato Mike Webb ha parlato ieri con motogp.com per commentare la prima giornata e definire alcune caratteristiche del motore Moto2, tra cui il numero di cavalli.
A seguito della consegna dei motori avvenuta sabato e della prima prova in pista di ieri è già stato tempo di un primo bilancio per la neonata classe del Campionato del Mondo MotoGP.
motogp.com ha incontrato il direttore tecnico del campionato Mike Webb per avere un quadro chiaro della prima giornata con tutti i piloti in pista...
"Ho parlato con qualcuno dei capi meccanici dei team dopo questa prima uscita in pista e tutti sono soddisfatti," ha dichiarato Webb. "I commenti principali vogliono che questi motori siano molto simili a propulsori specificamente preparati per un pilota".
"Questi motori sono nuovi, sono ancora un po' "duri" e le performance miglioreranno dopo un po' di rodaggio".
"Sono molto soddisfatto di come siano andate le cose oggi. Abbiamo avuto pochissimi problemi, qualche caduta, ma i tempi sono già davvero buoni. Nel primo giorno di test siamo già a meno di un secondo dal giro più veloce in gara 250 e le condizioni sono ancora leggermente fredde".
Entrando nel dettaglio, il responsabile inglese ha svelato la caratteristica tecnica su cui tanto si è speculato e che, fino ad ora, era stata considerata un'informazione riservata da Honda e Geo Technology: il numero dei cavalli.
"È un motore basato sul modello Honda CBR 600 con tre obiettivi: l'affidabilità in primis, le stesse performance per tutti, e la competività del propulore. I motori sono dotati approssimativamente di 140 cavalli e dalle performance di oggi possiamo già essere sicuri che sarà un gran campionato".
La moto 2 snatura completamente la filosofia del motomondiale che dovrebbe distinguersi dalla SBK.
Tutto il motomondiale dovrebbe essere un campionato di prototipi dove si sperimentano nuove soluzioni da applicare al mercato stradale, la moto2 non è più questa cosa perchè con il monomotore di sviluppo sui motori non ce ne sarà più, sul telaio non c’è nulla da sviluppare (fatto salvo nuovi materiali ma con costi esorbitanti), sulle ciclistiche c’è tutto ciò che serve, e fin di più.. sui freni non ne parliamo.. forse il 2 tempi aveva poco interesse per il mercato (anche se si poteva iniziare a sperimentarci sopra l’iniezione elettronica), ma questa moto2 ne ha ancora di meno, visto che esiste già un altro campionato simile, vedasi WSS, che di interesse ne ha ben di più, e direttamente sulle moto che girano anche per strada..

A sentire quanto riportato da tutti gli altri siti infatti dalle interviste emerge che:
1) sono tutti molto delusi dalle prestazioni dei motori. Siginificativa la frase riportata da motosprint di uno dei partecipanti “quando apri il gas non succede un granchè”
2) i cavalli sono 130 e non 140 come dichiarato, e comunque ben 20 cv in meno di quanto promesso
3) il distacco dalla 250 non sarebbe di mezzo secondo ma di ben 3 secondi a giro sul passo (veramente un peccato che aprilia abbia deciso di non partecipare con le 250 quest’annno, sarebbe stata una vera e propria beffa)

aspettiamo.... e vedremo

mercoledì 17 febbraio 2010

Imola:la 200 Miglia nel 2011




La conferenza stampa tenutasi ieri presso l'autodromo di Imola, è stata estremamente importante per capire "idee e sogni" di uno degli autodromi più belli ma anche bistrattati del panorama mondiale: pretese di messa in sicurezza della pista non sempre compatibili con il tracciato, strutture "da rivedere", abitanti della zona sembravano davvero essere riusciti a mettere i bastoni tra le ruote dell'Enzo e Dino Ferrari...che oggi, passo dopo passo, sta tornando all'antico splendore grazie all'impegno di Formula Imola spa, subentrata da qualche anno alla Sagis nella gestione dell'autodromo emiliano.

«SONO EMOZIONATO come quando mio padre mi portò qui per la prima volta, cinquant’anni fa. Oggi l’autodromo riparte, lo riporteremo al primato che merita». E’ la promessa del dottor Claudio Costa, presentato ieri in autodromo come nuovo coordinatore del servizio medico e responsabile sviluppo del circuito. Un ritorno a casa per il medico dei piloti, creatore della clinica mobile, figlio di quel Checco Costa che dell’autodromo fu uno degli ideatori alla fine degli anni ’40. Ha tante idee: «Dobbiamo riportare l’auto-motodromo, così mi piace chiamarlo, al livello dei piloti che ci corrono — dice —. Servono dei lavori e saranno fatti, perché ci sono la volontà e la passione. Tutti vogliono che Imola torni in alto».

LA VERITA’ è che l’obiettivo, nemmeno troppo segreto, del nuovo gestore Formula Imola, è riportare dopo la Superbike anche la MotoGp nel circuito. Ci vorrà qualche anno, ma l’ambizione è rappresentata dalla presenza stessa di Costa, uno che alla MotoGp ha legato gran parte del suo mito.
«La sua voce — dice il sindaco Daniele Manca —, parla di grandi eventi. Ma è anche una scelta di una persona imolese, una scelta di identità e di cultura».
Oltre al fratello Carlo (che torna speaker ufficiale), accanto a Costa c’è una parata di campioni delle due ruote di ieri e di oggi: Virginio Ferrari, Franco Uncini, Marco Lucchinelli, Pier Francesco Chili e Marco Simoncelli.
Un'opera di riqualificazione dell'impianto gigantesca, iniziata con il completo rifacimento dei box - anche se le terrazze sono ancora da completare - ed alcuni accorgimenti alla pista, che ha sostanzialmente mantenuto il suo tracciato originale.
Certo il Tamburello e la Villeneuve sono solo l'ombra di quelle curve da pelo che hanno contraddistinto il "cavalluccio marino" sino al 1994, ma curve come la Piratella, la discesa e la staccata che portano alla Rivazza o le Acque Minerali, rappresentano ancora oggi dei punti dove il pilota può dimostrare in tutto e per tutto il proprio valore...
Per ospitare la MotoGp in futuro però probabilmente non basteranno i lavori da cinque milioni di euro già in programma alle strutture di bordo pista, come la nuova avveniristica copertura con pannelli solari per l’area box, il rifacimento dell’ingresso, la realizzazione del museo dell’autodromo.
Servirà, probabilmente, qualche lavoro anche in pista. Punto cruciale, la nuova chicane realizzata per la Superbike: per la MotoGp la via di fuga forse dovrebbe essere allargata.
Il presidente di Formula Imola Uberto Selvatico Estense poi indica anche un settore nel quale Costa è un’autorità: «Dovremo rivedere anche le strutture mediche — spiega il numero uno di via Rosselli —, che sono un po’ datate. Seguiremo i consigli di Costa per renderle più razionali».
Una giornata piena di emozioni per il dottor Costa, che ha rievocato il lontano giorno del 22 aprile 1957, quando, proprio a Imola, scoprì la sua vocazione: «Ero un ragazzino — racconta commuovendosi — ed entrai di nascosto a bordo pista per vedere i miei eroi da vicino. A un certo punto Geoff Duke cadde a pochi passi da me. Io corsi in pista e lo trascinai sul prato prima che arrivassero le altre moto». La fotografia di quel ragazzino che portava in salvo il pilota finì sui giornali il giorno dopo: «Mio padre si arrabbiò perché avevo scavalcato il recinto. Ci rimasi male. Poi mi disse: ‘Ti sei meritato la sgridata, ma devi sapere che quello che hai fatto lo farai sempre’. Quindici anni dopo entrai in autodromo come medico. Forse — continua —, mio padre sapeva anche che un giorno l’autodromo avrebbe avuto bisogno del mio aiuto, ma non lo disse. Oggi però sono qui anche per lui».
Fra le idee di Costa c’è anche di aprire l’autodromo ai giovani, gratuitamente, per una forma di educazione alla guida: «I giovani — dice — devono trovare in pista il controllo delle loro emozioni». Quest’anno l’autodromo Enzo e Dino Ferrari (il cui calendario 2010 è in fase di ultimazione), ospiterà oltre alla Superbike (26 settembre), anche il campionato italiano velocità (19 settembre). La novità più importante è in calendario il 3 ottobre, quando si terrà una rievocazione storica della 200 miglia, creata proprio da Checco Costa. «Puntiamo a portare 200mila persone in autodromo — dice il direttore generale Walter Sciacca — ed è un obiettivo che siamo certi di poter conseguire».

Valori che i più grandi piloti auto e moto al mondo hanno sempre dimostrato, in particolar modo in eventi come i GP di F1 nel caso delle auto o i GP del Motomondiale o della WSBK: c'è una gara, però, che più di ogni altra ha segnato i destini di molti piloti e di molte aziende, tra cui - come ammesso dalla stessa interessata... - anche la Ducati.

Parliamo naturalmente della mitica 200 Miglia di Imola, corsa in cui i migliori piloti al Mondo si sono confrontati sin dal 1972, anno in cui Francesco Costa - il papà del mitico Dr.Costa, oggi rientrato nella struttura organizzativa dell'autodromo - diede vita alla celebre corsa motociclistica: l'idea di farla rinascere già dal 2011 c'è e l'interessamento da parte di alcune aziende logisticamente "vicine" all'autodromo sembra essere decisamente elevato. Rimarrebbe da capire con che moto correre, anche se la via più logica sarebbe quella di rifarsi alle già esistenti categorie SBK o STK1000, lasciando così spazio anche ai privati per correre.

Di certo l'interesse verso questa corsa è molto elevato: il 3 ottobre 2010, ne andrà in scena una eccezionale rievocazione: da non perdere. E per il futuro, chissà...

domenica 14 febbraio 2010

Tribune Ducati 2010

Si conferma l'appuntamento con la passione Ducati anche nel 2010, per tifare le "rosse" protagoniste nei mondiali MotoGP e Superbike




Nel panorama dei Campionati MotoGP e Superbike le Tribune Ducati sono ormai una certezza: su Internet, in tv e soprattutto dal vivo,
Nel 2010 il numero di appuntamenti con le Tribune più emozionanti del motociclismo cresce ancora di più, colorando di rosso quasi tutte le tappe dei campionati a cui partecipano i team Ducati.
Tutte le informazioni relative alle Tribune Ducati sono disponibili e continuamente aggiornate sul sito ufficiale Ducati.

Parlando di Superbike, a Portimao Haga e Fabrizio oltre al “privato” Byrne hanno fatto vedere buone cose. Dopo la prestazione della Desmosedici GP10, Hayden e Casey Stoner hanno raggiunto un buon risultato.
Valentino Rossi trovato a proprio agio sulla nuova Yamaha M1,è stato messo in difficoltà proprio dal “canguro” del motomondiale. Frattura alla mano destra per Jorge Lorenzo.
Il pilota del team Fiat Yamaha ha subito un intervento chirurgico dopo un incidente di cross giovedì scorso e di conseguenza non parteciperà al prossimo test di Sepang i prossimi 25/26 febbraio.


domenica 10 gennaio 2010

Lenzi spera di restare in SBK


Il centauro di San Piero in Bagno spera di restare nel mondiale delle derivate di serie. "Le alternative sono Moto2 e Civ"


Sempre da RomagnaNoi

SAN PIERO IN BAGNO – Dal punto di vista sportivo il 2010 di Lorenzo Lanzi è iniziato senza certezze in merito al suo futuro di pilota. Il 28enne centauro di San Piero in Bagno reduce da un’esperienza part time nel mondiale Sbk con il team Ducati Dfx Corse è ancora in stand by in attesa dell’offerta più giusta:

“Il mio obiettivo è quello di disputare il mondiale Superbike anche se non scarto a l’opzione Moto2 e, perché no, il Campionato Italiano. Quel che è certo è che non resterò con le mani in mano in attesa che qualcuno mi affidi una moto a metà stagione. Ho capito che è troppo importante restare in allenamento, gareggiare a tutti i livelli perché se non corri per tanto tempo è difficile essere competitivo quando ti affidano una moto a metà stagione nel mondiale Sbk”.

Quando gli si chiede contatti o trattative Lorenzo resta abbastanza sul vago: “Qualche buon team del mondiale Superbike alla ricerca di una guida c’è ancora. Anche il Dfx Corse deve fare le valutazioni a seconda del budget. Se riuscissero a trovare i soldi per due moto potrebbe essere un eventualità…”.

Molto più difficile invece il discorso Moto2: “Qualche mese fa vedevo più spazi di manovra mentre ora con tanti piloti della 250 ancora a piedi penso che sia molto difficile per un pilota che viene da un altro campionato trovare uno spazio”.

Per scoprire il futuro di Lanzi comunque non bisognerà attendere troppo tempo: “Il 21 gennaio a Portiamo c’è la prima sessione di test ufficiali del mondiale Sbk. Per quella data i team dovranno aver annunciato i piloti per la prossima stagione. Mi auguro di esserci anch’io in Portogallo perché ho tanto da dare e sono convinto che con la fiducia ed una buona moto posso fare una buona stagione”.

Tardozzi Team Manager alla Bmw


L'ex team manager della Ducati Superbike, capace di vincere otto mondiali piloti in poco più di 10 anni, sarà il nuovo direttore sportivo della Bmw. "Ho rifiutato due offerte in MotoGp ma questa era la sfida che volevo"


Ecco l'intervista rilasciata dal ravennate a RomagnaNOI
Chi pensava di non vedere più Davide Tardozzi aggirarsi nei paddock della Superbike può mettersi il cuore in pace. A neanche due mesi dal divorzio con la Ducati, scuderia che sotto la sua direzione ha conquistato in 13 annate otto mondiali Sbk e 10 titoli costruttori, l’esperto e vincente manager ravennate ha accettato la corte serrata della Bmw e proprio alla vigilia di capodanno ha firmato un contratto da direttore sportivo del team tedesco.

“Appena hanno saputo che avevo lasciato la Ducati – spiega Tardozzi al telefono - la Bmw mi ha fatto una proposta. Ho declinato per due volte ma loro hanno continuato a corteggiarmi mostrando una gentilezza ed una sensibilità unica. Sono venuti anche da Monaco fino a Ravenna per convincermi ad accettare la loro proposta. Mi sarebbe piaciuto fare un intero anno sabbatico però so già che senza corse avrei sofferto come un cane. Così ho accettato di buon grado questa proposta che per me è perfetta”.

Ha avuto altre offerte?

“Sì, due da parte di team ufficiali della MotoGp. Non chiedetemi non mi perché non mi sembra carino farli. Mi sono preso un po’ di tempo per capire se valeva la pena lasciare la Superbike quando ho capito che volevo continuare qui ho capito che Bmw era ciò che desideravo”.

Quando lasciò la Ducati dichiarò che aveva bisogno di nuovi stimoli. A Monaco forse ne avrà pure troppi...

“Dopo essere stato per 20 anni in Ducati ed averla vista partire da zero e guadagnare la vetta del mondo cercavo una scuderia nuova nella quale poter lasciare davvero un segno nel bene o nel male. Bmw è perfetta. La S 1000 RR e il gruppo di lavoro hanno ampi margini di miglioramento ma scarsa esperienza nel mondo delle corse. Il mio compito sarà quello di colmare questa lacuna”.

Cosa porterà a Monaco?

“Organizzazione, metodo di lavoro rigoroso e la gestione d’insieme della squadra che ho imparato sul campo”.

L’accompagnerà qualcuno in questa avventura?

“L’ing. Massimo Bartolini (ingegnere di pista di Michel Fabrizio, ndc) che ha lasciato la Ducati alla fine della stagione ed ha accettato di buon grado questa proposta”.

La prima mossa che farà?

“Parlare con i piloti capire le loro esigenze e creare subito un rapporto solido fondato sulla fiducia”.

Ritroverà Troy Corser, il pilota con il quale ha vinto il suo primo mondiale nel ’96. Quanto è importante per lei la presenza dell’australiano?

”Anche a 38 anni considero Troy un top rider capace di lottare per il mondiale. Il talento e la classe non invecchiano e sono convinto che ritroverà un pilota competitivo come nel ’96. Solamente un po’ più maturo”.

L’obiettivo della Bmw per questo campionato?

“Il team viene da un’annata al di sotto delle aspettative. Ci sono ampi margini di miglioramento ma bisogna essere realisti e devo dire che sarà quasi impossibile lottare per la vittoria sin dalla prima gara. Il nostro obiettivo è farlo costantemente nella seconda parte di stagione”.

Aprilia, altra scuderia al debutto nel 2009, è il vostro punto di riferimento?

”Certamente. anche se a differenza di Bmw non va dimenticato che la casa di Noale un reparto corse esperto e competitivo lo ha sempre avuto. Bmw invece questo bagaglio non può vantarlo”.

Si trasferirà stabilmente a Monaco di Baviera?

”No. Farò il pendolare, d’altronde con la tecnologia che abbiamo adesso riunioni, summit ed incontri in tempo reale si possono fare anche a migliaia di km di distanza”.

Ha già pensato all’effetto che farà sfidare la Ducati da avversario?

“No me ne renderò conto solo in pista. Non posso prevedere che effetto farà. Spero solo di non sbagliare box...”.