mercoledì 28 gennaio 2009

Francesco detto "Checco" Costa


Per incominciare la nostra storia, non si poteva che rendere tributo ad un uomo speciale ed un vero amante de mutor.
Per raccontare di questo personaggio irripetibile bisogna tornare indietro al 1948, alla leggendaria passeggiata al chiaro di luna di 4 amici imolesi che lungo le rive del Santerno sognavano un circuito sulle colline dove sfogare la loro voglia di motori.

Il sogno dei 4 sarebbe rimasto tale se non fosse arrivato il quinto, proprio il mitico Checco. Francesco detto”Checco” Costa aveva 37 anni ed era un dottore in agraria che lavorava come fattore nelle terre dell’Ospedale Civile di Imola.

Ma vivere nei campi non era la sua unica passione: quella vera era per le 2 ruote.

Una passione profondissima, che lo portò a rendere il”suo”Moto Club Santerno"il più grande d’Italia per numero di iscritti nell’immediato dopoguerra e lo fece anche trasformare in geniale e abile organizzatore.

La prima sua creazione fu il Gran Premio di Motocros sulla pista del Castellaccio, poi con la nascita del”circuìto” la sua genialità potè esprimersi al meglio. Per rendere grande una pista appena nata e ancora fuori dai giri dei campionati mondiali comprese l’importanza di avere al via i campioni, i nomi che attirano il grande pubblico, e nacquero così le gare ad ingaggio, quelle cioè dove i campioni venivano pagati dall’organizzatore per partecipare all’evento.

Checco costa e la conchiglia d'oro

Fu anche tra i primi ad intuire l’importanza degli sponsor, e già negli anni’50 avviò una proficua collaborazione con la Shell. Nacquerò così la “Conchiglia d’oro” automobilistica (quattro edizioni nel 54, 55, 56 e 63, con la prima assoluta delle F1 sul Santerno) e la “Coppa d’oro” motociclistica che dal ’54 al ’71 portò i migliori centauri del motomondiale sulla nostra pista nel mese di aprile,grazie anche a un notevole montepremi, aprendo la strada anche alla fantastica stagione della “Mototemporada romagnola”.

Non fu però tutto semplice per Costa. Si espose molto anche con le finanze personali per sostenere le gare, e dovette fare i conti con le difficoltà dei primi 20 anni di vita di un autodromo bellissimo ma non ancora permanente, la cui esistenza era continuamente minacciata dalle difficoltà economiche e burocratiche.

Ma davanti alle folle numerosissime che sino dagli anni 50 affollavano la pista dall’alba il giorno delle gare e alla curatissima organizzazione la Federazione non poteva rimanere immobile e il 7 settembre 1969 avvenne il miracolo: la pista romagnola”di campagna” rubò alla monumentale e intoccabile Monza il Gran Premio delle Nazioni, tappa italiana del motomondiale.

Altre 12 volte il campionato del mondo farà tappa a Imola, prima di lasciare spazio negli anni 2000 al mondiale Superbike.

Poi, nel 1972, il capolavoro. Grazie ai contatti con Bill France, potente boss del circuito di Daytona (i cui eredi controllano ancor oggi la fetta più importante del motorismo yankee), Costa portò a Imola le grosse moto che davano vita alla 200 miglia sul circuito della Florida con qualcosa in più: la sfida tra i piloti del motomondiale e gli americani ancora sconosciuti al pubblico europeo.

Nacque così la “200 miglia di Imola, la Daytona d’Europa”, e per Imola fu un successo memorabile nelle 13 edizioni disputate….basta scorrere l’albo d’oro e davanti a nomi come Agostini, Baker, Cecotto e Roberts (che l’Europa conobbe proprio a Imola) capite bene di che sfide memorabili stiamo parlando.

Poi altre gare: la Coppa AGV delle Nazioni (appuntamento per”nazionali” motociclistiche soffocato dalla FMI) e anche la sfortunata 24 ore del 1982. Poi, quando ormai la stella delle F1 stava offuscando quella delle 2 ruote in riva al Santerno, il 30 luglio 1988, fu proprio un banale incidente con una moto a scrivere la parola fine alla vita di Checco Costa, che stava andando a prendere il pane in bici, come un semplice pensionato di 77 anni.

I suoi figli, l’avvocato Carlo, storico speaker dell’autodromo, e il dottore Claudio, padre della Clinica Mobile del motomondiale, continuano a vivere di motori mantenendo viva la tradizione dei Costa.

Imola 23 marzo 2009 in occasione di una rievocazione per ricordare Checco Costa foto di gruppo.

Da destra Giorgio Di Nunzio-Luciano Sansovini-Bruno Spaggiari-Claudio Costa-Virginio Ferrari-Graziano Rossi-Mario Lega-Marco Luchinelli-Carlo Costa-Walter Bartolini-Augusto Farneti-Gianfranco Bonera-Fausto Ricci.

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